1906 – 1910

Anche per la scuola elementare la pagella non è più prerogativa di poche città. L’uso è ormai diffuso in gran parte d’Italia tanto che il regolamento del 1908 ne formalizza l’uso:
art. 200. – Il maestro, quando ne sia richiesto o quando lo creda opportuno e, in ogni caso alla fine di ogni bimestre con la pagella informa i parenti intorno ai portamenti ed allo studio degli alunni e li avvisa delle assenze.
La legge del 1904 e il relativo regolamento è riportata in stralci in molte pagelle per quanto riguarda l’obbligo, in particolare si evidenzia che: Chi dopo l’esame di maturità [l’esame di quarta classe]non frequenti almeno le prime due classi della scuola media e non avesse superati i dodici anni, sarà tenuto a frequentare le classi 5° e 6°.
Una approfondita inchiesta sulla scuola elementare e popolare, mise in evidenza le poche luci e le molte ombre della scuola. Camillo Corradini, funzionario dello Stato di grande livello e poi anche deputato, fece raccogliere dati consistenti su ogni aspetto della scuola: dall’edilizia all’arredamento, dalle spese sul trattamento delle discipline dei programmi alla formazione e preparazione dei maestri, dalla frequenza scolastica all’evasione, senza nulla escludere.
Un’indagine che portò a conclusioni piuttosto amare per l’immagine della scuola e che diede ragione ai maestri i quali, sulla stampa scolastica, avevano da anni denunciato i limiti verificati e confermati dai numeri, focalizzando le cause sul risibile trattamento economico e pensionistico degli insegnanti e sui difficili rapporti tra questi ed i gestori della scuola: i Comuni. L’indagine non confermò neppure quello che lo stesso Corradini credeva acquisito: l’assetto stabile della scuola in tutto il paese e la sua qualità pedagogica.

1906F