A, COME ASINO – Un piccolo itinerario fra i sillabari scolastici

Erode Attico era un console romano che insegnava in Grecia. Di lui si dice che avesse un figlio non molto intelligente. Per avviarlo allo studio della scrittura aveva pensato di assumere ventiquattro giovani schiavi e chiamarli con i nomi delle ventiquattro lettere dell’alfabeto (Alfa, Beta, Gamma ecc.). Accostando gli schiavi si potevano così formare sillabe, parole, frasi. Dagli storici non sappiamo se l’idea venne realizzata veramente.

In una classe che stava per accogliere una prima classe elementare (dei nostri giorni) una maestra, mentre sistemava l’alfabetiere per l’accoglienza, ebbe l’idea di chiedere ad ogni bambino il nome di un diverso animale, in modo da contraddistinguere ogni alunno con la lettera: A, allodola, B bue; C cane ecc. Pensava poi di comporre parole posizionando i bambini in modo da formare la parola che si voleva leggere/scrivere .

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Il metodo di Erode e quello della maestra di oggi sono simili ed ha anche un nome: si chiama metodo sintetico. Secondo questo modello si imparerebbe a leggere e a scrivere partendo dalla singola lettera (semplice) per arrivare dopo alla parola e alla frase (complesso). La conoscenza della parola scritta arriverebbe accostando pezzo a pezzo le singole lettere. Tanti insegnanti, in tutto il mondo continuano ad usare questo metodo degli alfabetieri per l’apprendimento della lingua. Alfabetieri se ne trovano in grande quantità, con specificità e caratteristiche diverse l’uno dall’altro. Probabilmente non esiste nazione o paese nel quale non sia presente un alfabetiere. L’individuazione e l’elencazione delle singole lettere di un alfabeto viene considerata un passaggio indispensabile per la conoscenza di una lingua, ma non è detto che la didattica scolastica lo debba utilizzare come punto di partenza per imparare a leggere e a scrivere. Qui di seguito tre esempi di alfabetieri Occidentali e più sotto tre alfabetieri di lingue un po’ “diverse” dalla nostra.

 ITALIAITALIA  sveziaSVEZIA
 ingINGHILTERRA  rusRUSSIA
 chinCINA  arabARABIA

Questi alfabetieri uniscono nella stessa scheda la lettera da imparare (a volte scritta in corsivo e stampatello, maiuscolo e minuscolo) ed una immagine che aiuta ad identificarla, assieme alla parola scritta in corsivo.

Altri tipi di alfabetieri, per rendere ancor più efficace l’apprendimento, raccolgono una serie di soggetti che iniziano tutti con quella stessa lettera. Le illustrazioni, in questo caso, sono meno schematiche e più narrative delle precedenti. La parola illustrata “bottaio”, come quella di “barbiere” o barista o bambinaia, “partono” tutte con la stessa lettera B. Accanto al bottaio dell’illustrazione qui sotto si vedono ad esempio i suoi arnesi (qui c’è qualcosa che non va: se gli oggetti vengono nominati non iniziano tutti con la B). L’Alfabetiere dei mestieri è comunque uno dei più begli esempi degli anni ’50. Le singole schede riportano 21 mestieri che all’epoca erano noti ai bambini: Falegname, Giardiniere, Arrotino, Calzolaio, Pescatore ecc. ecc.

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Possiamo anche incontrare degli alfabetieri che contengono nella stessa scheda diverse parole che iniziano con la stessa lettera, come in questa scheda inglese, dove accanto alla C di Cat c’è Clock, Candel, Cradle, Crocodile ecc. Nell’Alphabete de Becassine (1921) ogni lettera dell’alfabeto è indicata in una pagina illustrata ed è l’iniziale di una serie di oggetti o animali da trovare, che compaiono nell’illustrazione e che sono indicasti nella didascalia.

10GRAN BRETAGNA 11FRANCIA
(Alphabete de Becassine)

Un altro gruppo di Alfabetieri si caratterizza per un doppio intento: le lettere da riconoscere e scrivere e l’argomento al quale tutte fanno riferimento. Sono gli alfabetieri istruttivi (si impara un argomento mentre si impara a leggere) che sviluppano un tema specifico, come l’alfabeto degli animali, delle città, degli strumenti musicali,dei fiori ecc. ecc.

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Alfabeto degli strumenti musicali

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Alfabetiere del giardino

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Alfabetiere delle orme

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Alfabetiere della vita di Gesù

Tutti questi alfabetieri offrono una gamma assai varia di stimoli e di esempi. Peccato che un bambino oggi si trovi a dover/voler decifrare non solo le lettere iniziali di una parola come quando vede la P blu del cartello stradale che indica Parcheggio o la T di un bar dove si vendono anche i Tabacchi. Un bambino fino da piccolissimo incontra più comunemente parole intere. Per strada troverà scritto STOP e non S, o Bar e non la sola B. Peccato che né Erode, né la maestra avessero letto gli studi sulla costruzione della lingua scritta che, dal secolo scorso, hanno indicato un altro modo di procedere (dai metodi globali, a quelle costruttivisti).

Certamente non siamo ritornati ai metodi della Roma antica dove gli alunni imparavano a memoria le lettere, recitandole a cantilena, una dopo l’altra, in ordine. E dove c’era il maestro che guidava la mano del bambino, che con lo stilo doveva incidere la lettera su una tavoletta. Quando il bambino conosceva tutte le singole lettere era guidato a sintetizzarle in sillabe in tutte le combinazioni, dalle più semplici alle più difficili e solo dopo passava dalle sillabe alle parole e da queste alle frasi. E – forse – non siamo più alle pagine alfabetiche in uso fino a non molte tempo fa, anche se qualcuno insiste ancora sul valore del movimento della mano e lo chiama prescrittura e pregrafismo.

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Resta il fatto che gli alfabetieri affascinano adulti e bambini, che hanno costruito Carte Alfabetiche, Stampini Alfabetici, Libri Alfabetici, Ricami Alfabetici, Alfabetieri a Schede, Alfabetieri mobili…… E resta il fatto che il fascino dell’alfabeto abbia catturato anche grafici ed artisti, illustratori come Munari, Reed, Silei, Pittarello o Possentini, dando origine ad una ricerca estetica e comunicativa assai interessante. O che abbiano toccato scrittori come Parise (suo è Sillabario) o autori di libri per bambini (come Lionni o Tonucci). Ma questa è un’altra storia.

(di Gianfranco Staccioli)