Ragazzi a scuola di Lorenzo Viani

L Viani, Lo scolaretto, 1920-23, tecnica mista su cartone, 97x65 cm coll. privata
L Viani, Lo scolaretto, 1920-23, tecnica mista su cartone, 97×65 cm coll. privata
ROMOLO SANTI VIANI (1882-1936 ) nacque il giorno dei Santi e morì in quello dei Morti all’età di cinquantaquattro anni. E’ stato il più grande pittore italiano della corrente espressionista ed un autore letterario di tutto rispetto, ma anche agitatore politico di tendenze anarchiche, animatore culturale, illustratore raffinato, insegnante autodidatta, esponente futurista e molte altre cose. Nasce in una famiglia povera, di contadini e pastori, nel retroterra versiliese. Il padre, che ha tre figli maschi , ricava il poco da vivere come servitore di un nobile, ma ben presto perde anche quel lavoro. Inizia per Lorenzo una infanzia grama in cui vede il padre “scalpellato dai patimenti” e la madre “ flagellata dalle amaritudini”, come scriverà da adulto nella sua opera “Il figlio del pastore”.Comincia con frequenza a condurre una vita randagia, insofferente di ogni autorità e di ogni disciplina, motivo per cui abbandona la terza elementare e va garzone da un barbiere. Qui diviene avido lettore di grandi romanzi francesi e di testi politici, maturando una visione del mondo anarchica.
Come militante inizia frequentazioni che lo porteranno ad intersecare i percorsi sia dei semplici come dei grandi e reputati personaggi della sua epoca, esponenti della scena politica, culturale e mondana. Conosce Menotti Garibaldi, il figlio dell’Eroe, il pittore Plinio Nomellini, che fu da allora suo amico, consigliere e guida, ed il poeta e poligrafo Gabriele D’Annunzio. Scopre la sua passione per il disegno nel 1899, per cui Nomellini lo indirizza all’Istituto d’Arte di Lucca dove è allievo con Moses Levy. Nel frattempo continua le sue voraci letture estendendo l’interesse ai grandi romanzieri russi. Nel 1903, come membro della associazione anarchica “Delenda Chartago”, fa un primo, breve assaggio del carcere. Liberato quello stesso anno visita al biennale di Venezia, dove Nomellini gli presenta Giovanni Fattori, del quale diviene nel 1904 indocile allievo presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Anche a Firenze i suoi interessi artistici, letterari e politici lo portano ad estendere la rete di conoscenze ed amicizie, conosce Libero Andreotti, A.De Witt, Giovanni Papini e Federigo Tozzi.
Lorenzo Viani, La scolaretta, 1920-23, tecnica mista su cartone, 97x68 cm. coll. privata
Lorenzo Viani, La scolaretta, 1920-23, tecnica mista su cartone, 97×68 cm. coll. privata

Nel 1906 riesce a pitturare a fianco di Plinio Nomellini in una rimessa di Torre del Lago. Irrequieto, già nel 1907 è di nuovo a Firenze dove conosce il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, che diverrà una seconda guida per Viani, che gli dedicherà in seguito ben due opere biografiche e lo segue nell’immediato nell’Associazione della “Repubblica dell’Apua”. Roccatagliata Ceccardi ammansirà l’estremismo politico di Viani e lo stimolerà anche alla produzione letteraria. Nel 1907 Viani espone a Venezia dove rimane colpito dalle opere dell’espressionista belga Laermans, che con Roualt e Ensor avrà una forte influenza sulle sue scelte espressive e sui soggetti ritratti, esponenti di un violento, desolato mondo di vinti. Subito dopo fa un importante viaggio di formazione a Parigi, rafforzato da altre periodiche visite. Qui si trova continuamente a sconfinare tra il mondo degli intellettuali che contano, Picasso e Matisse, e i poveri sradicati e marginali con i quali condivide il giaciglio, al dormitorio pubblico de La Ruche, esperienza rievocata sia in opere letterarie che pittoriche.
Nel 1909 partecipa alla manifestazione per l’uccisione dell’anarchico spagnolo Francesco Ferrer , tenendo un discorso davanti a duemila persone. Nel 1910 il Comune di Viareggio gli mette a disposizione una stanza per dipingere alla Dogana, dove realizza “Consuetudine” e un “Autoritratto” e  illustra opere di Enrico Pea. Nell’Undici si schiera contro la guerra di Libia, realizzando anche 10 cartoni sugli effetti della guerra, e cura con Alceste De Ambris un libretto pacifista “Alla gloria della guerra” che gli vale un secondo breve soggiorno in carcere. E’ molto attivo politicamente sul fronte anarchico fino al ’13. Poi esprimerà la sua visione soprattutto in forma pittorica e letteraria.
A Firenze si avvicina al gruppo di Lacerba ( Papini,Ungaretti,Ottone Rosai) e alle problematiche futuriste. Riesce ad esporre sia a Parigi , al Salon D’Automne, sia a Roma. Inizia un periodo fecondo nella produzione artistica esponendo a Firenze, Roma e Venezia, ma la vera notorietà gli arriva nel 1915 dalla mostra di più di 600 opere al palazzo delle Aste di Milano, con successo di critica e di pubblico, successo bissato nella sua città con una mostra al Bagno Nettuno. In quell’anno si stacca anche dal pacifismo schierandosi patriotticamente con Cesare Battisti e chiedendo di partecipare alla Grande Guerra come volontario. Nel frattempo le sue opere sono esposte a Milano, Firenze e Roma. Reduce, a marzo del 1919 sposa una maestra, Giulia Giorgetti , che segue nei suoi incarichi scolastici prima a Montecatini, poi dalle parti di Serravezza. E’ in questo periodo felice che dipinge la serie degli scolari e dei cavatori di pietra.
Nel 1921 collabora al “Popolo d’Italia” ed esegue xilografie per un’opera di D’Annunzio. Tra il ’22 ed il ‘25 espone   alla Biennale, pubblica varie opere letterarie, tra cui “Parigi”, “Ubriachi” e “Giovannin senza Paura”, e va ad abitare a Fossa dell’Abate, avendo ormai tre figli. Nel ’27 Viani collabora al Corriere della Sera. l’anno successivo Margherita Sarfatti presenta le sue opere a Villa Paolina a Viareggio, tra cui “Grande Dormitorio”. Nel 1929 vince il premio letterario Viareggio e due suoi quadri sono premiati a Roma. Inizia però un periodo sfortunato segnato da calamità, la morte del fratello Raffaellino, che rimane fulminato sul lavoro, e da salute malferma, gravi attacchi di asma . Nel 1930-31 sue opere vengono introdotte da Filippo T. Marinetti. Nel frattempo per curare l’asma si reca a Bagni di Lucca e a Porretta Terme. Realizza disegni ispirati ai ricoverati dei sanatori, dove si trovavano internati anche gli alienati mentali. A loro dedica l’opera letteraria “Le chiavi nel pozzo”. Dal ’34 al ’36 espone sia alla Quadriennale romana che alla Biennale veneziana. Il 2 novembre del ’36 mentre si impegna a decorare il collegio degli orfani di Ostia Lido, a 54 anni, viene stroncato da un letale attacco di asma.

Lorenzo Viani, Ragazzi a scuola, carboncino e olio su cartone, 69x98 cm Galleria Comunale d'arte moderna - Bologna
Lorenzo Viani, Ragazzi a scuola, carboncino e olio su cartone, 69×98 cm Galleria Comunale d’arte moderna – Bologna

La serie de” Gli scolari” rappresenta una spiazzante visione, nella poetica pittorica di  Lorenzo Viani. La sua pittura dolente, violenta, stridente, talvolta lugubre e disperata, lascia il passo ad una lettura affettuosissima dell’infanzia. La matita ed il pennello sembrano accarezzare quelle forme minute, le braccine gracili, le gambe filiformi, le posture graziose pur se sghembe nel disagio dello sforzo di scrittura o di lettura; gli occhioni sono smarriti, mentre i tratti somatici idealizzati  mettono a contrasto la grandezza difforme della testa rispetto alla piccolezza del volto e del corpo, disarmonie reali, come accadono nei piccoli in crescita. Anche gli effetti coloristici, parsimoniosi ma molto ben dosati, nel primeggiare del nero dei grembiuli in cui bambini e bambine sembrano affogare in modo costrittivo, contribuiscono a creare una armonia idilliaca e dolce. Tuttavia nei bimbi è presente sia lo smarrimento lontano del loro mondo a sè, sia  la dolorosa sorpresa di doversi confrontare con “il principio di Prestazione” ( Freud) , cioè di dover contenere la propria giocosità ed incanalarla verso lo sforzo di attenzione delle loro azioni scolastiche: scrivere i propri pensieri, ascoltare, leggere. Sembra quasi una parafrasi artistica della teoria di Rousseau sulla posterità ontogenetica dell’intelletto, conquista storica faticosa, legata al narcisismo soggettivo, rispetto alla primalità originaria del sentimento.

La serie degli scolari fu acquistata quasi tutta dal Comune di Bologna direttamente dall’artista per 35000 lire dell’epoca. Rappresenta sicuramente un capitolo a parte nella pittura espressionista di Viani, un intermezzo idilliaco.
Nei disegni degli scolari traspare un amore sconfinato per l’infanzia, un grande rispetto per la scuola e un sentimento di ammirazione per il lavoro della moglie, insegnante elementare.

Enio Lucherini

le immagini nell’ordine:
Lo scolaretto,1923, tecnica mista su cartone, 97×65 cm. coll. privata
La scolaretta,1923, tecnica mista su cartone, 97×68 cm. coll.privata
Ragazzi a scuola, 1919-20, carboncino e olio su cartone, 69×98 cm, Galleria Comunale d’arte moderna – Bologna