Sillabario e piccole letture

Nel 1930, esce per la Libreria dello Stato il Sillabario e piccole letture di Dina Bucciarelli Berardinelli illustrato da Angelo Della Torre. Un volume a cui è affidato il compito di accompagnare un bambino dal primo incontro con l’alfabeto alla lettura di piccoli brani, non diversamente da quanto si proponevano e si propongono analoghi manuali. L’edizione in possesso del Museo della Scuola è del 1934 e si compone di 112 pagine (il formato è 16,5 x 23,5 cm), riccamente illustrato a colori.
Sul piano didattico l’autrice segue una procedura molto personale della successione delle difficoltà da far superare agli alunni nel loro percorso di apprendimento della lettura. Rifugge infatti dalla tradizionale presentazione delle lettere dell’alfabeto nell’ordine canonico, che pure ci sono, ma non tutte. Utilizza ora l’attenzione alle lettere, ora alle sillabe, ma punta soprattutto sulla frase, breve, mirata alla memorizzazione del rapporto suoni-parole in diverse varianti, come quando presenta la lettera m, centrata su mamma (v. p. 34) ed il testo con due frasi:
Mammina mia, ti amo tanto tanto !
– E tu, mimmo, sei il mio amore.
Curioso poi il fatto che l’uso della lettera h davanti al verbo avere è preceduta nel testo dall’uso dell’accento in: ò, à, ài, ànno al posto di ho, ha, hai, hanno che viene proposto a metà libro dopo la presentazione della lettera h. Un uso questo dell’accento al posto della h che è rimasto caratteristico di una parte della generazione di quell’epoca. Non pochi insegnanti pensavano che mettere l’accento facesse più “italiano” e più in linea con le direttive del regime, ma non la Bucciarelli che usa l’accento solo nella fase di avvio e solo fino al momento in cui presenta la lettera H.
Ma forse non erano questi i problemi che l’autrice aveva in mente nel compilare il percorso narrativo del suo sillabario, quanto piuttosto quelli di essere rigorosamente in linea con l’indottrinamento voluto dal regime fascista già nell’infanzia, senza la quale il suo testo non avrebbe avuto il nulla osta per diventare libro di stato. Su questo non c’è aggiungere altro. Basta scorrere le pagine che il Museo della Scuola mette interamente a disposizione dei lettori, per coglierne il senso. Quanto alla grafica occorre invece riconoscere ad Angelo Della Torre di aver illustrato il testo con grande efficacia. Sensibile alla lezione futurista (molto bella la copertina) propone immagini essenziali, prive di ogni ridondanza, leggibilissime, che mirano al concetto che il testo propone, lo sostengono e lo chiariscono al punto che, in molte pagine, non è tanto il pittore che segue l’autrice, quanto piuttosto è vero il contrario.
vedi: Sillabario e piccole letture

Su Dina Bucciarelli Berardinelli non abbiamo trovato notizie e saremmo grati a chi potesse fornirci una sua breve biografia da aggiungere a questa pagina.

Sul pittore Angelo Della Torre è possibile saperne di più al sito: www.onpmi.org/2013/10/angelo-della-torre-via-crucis/