Anno che in Italia si ricorda anche per la stipula dei Patti Lateranensi tra lo Stato Italiano e la Santa Sede e, con riferimento alla scuola: per l’obbligo per i maestri di giurare fedeltà al regime fascista; per l’introduzione del libro di testo unico nelle scuole elementari; per le pagelle scolastiche ufficiali passate in gestione all’Opera Nazionale Balilla, per la grafica e la distribuzione alle scuole, che le userà come capillare propaganda del regime.
Ma non è un anno particolare per quanto riguarda il Natale. Anche nel 1929 quasi tutti i bambini delle scuole elementari, sotto la guida di attente maestre e attenti maestri, scrissero le loro letterine ai genitori, a Gesù Bambino, e a quanti altri parenti ritennero necessario inviare saluti, dichiarazioni d’affetto e di buoni propositi per l’anno a venire.
La forma voleva che non fosse una lettera di richieste di regali, che allora non erano legati al Natale. Non c’era ancora un Babbo Natale a portare doni: dolcetti e giocattoli erano, casomai, di competenza della Befana e non erano molte le case in cui la vecchia signora faceva sosta.
Per queste ragioni Maria Luisa, probabile alunna di seconda classe in base alla grafia, non fece mancare una letterina alla sua adorata zietta. Letterina che, come per le altre indirizzate a vari membri della famiglia avrà trovato posto, nascosta sotto il piatto della zia, al pranzo di Natale per apparire al destinatario alla fine del pranzo ed essere letta a voce alta. Se poi la maestra di Maria Luisa aveva lavorato bene, alla lettera si sarebbe potuta accompagnare la recita della bambina di una poesia imparata a memoria come, ad esempio, questa che segue:
E’ nato Gesù
O bimbi v’è nato un fratello
in poveri panni ravvolto:
chi ha visto, chi ha visto il suo volto
ha detto ch’è il bimbo Gesù.
Nell’umile stalla ov’è nato
s’inchinano i re della terra:
la pace ha portato e la guerra
il dolce bambino Gesù.
– Agli uomini buoni sia pace,
la guerra sia ai tristi e ai potent!
l’annunzio sull’ala dei venti
io, figlio dell’uomo, Gesù –
Risplende, su in alto una stella.
d’intorno, per tutte le lande,
l’osanna di gloria si spande
al bimbo dei bimbi Gesù
(di Tomaso Monicelli)
(da: Monicelli e Armandi, Scintille, corso di letture, A. Mondadori, Roma 1920)
