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I COMPITI DELLE VACANZE di Maurice Denis

Maurice Denis nasce nel 1870,l’anno del crollo del Secondo impero, da una famiglia della piccola borghesia parigina (padre ferroviere, madre modista). Muore tragicamente, nel 1943, in un incidente stradale.
Dopo la formazione artistica di base entra all’ Accademia di belle arti e giovanissimo rimane folgorato da una mostra del grande Puvis de Chavannes, che con Redon e Moreau rappresentava il trio di punta del Simbolismo francese. Con i compagni di studio dell’Accademia Ranson  ( Serusier, Bonnard, Ranson) dà vita per un decennio, fra l’inizio degli anni 80 e il 1897, al gruppo dei Nabis. Nabis è un termine ebraico che significa “profeti”. 
Il movimento, che si sentiva elitario, voleva opporsi tanto al naturalismo visivo impressionista e post impressionista quanto allo scientismo della luce teorizzato dai puntinisti Seurat e Signac. Affine al simbolismo, il movimento Nabis vuole esprimere un nuovo romanticismo intimista e simbolico, di trasfigurazione della realtà, attraverso la ricercatezza del colore e del disegno.
La posizione di Denis all’interno del movimento Nabis fu originale perché fortemente influenzata da elementi biografici e  psicologici particolari.

Di carattere mite e socievole si sposò due volte e fu padre amorevole e prolifico, ebbe nove figli. Preso da misticismo religioso divenne anche terziario domenicano e dedicò buona parte della sua attività artistica alla decorazione di varie chiese, promuovendo il  movimento Art Sacrè ( Arte sacra) .Passata in rassegna la sua pittura, però, mostra una forte evoluzione ed una capacità trasformativa mimetica che risponde tanto alle esperienze culturali personali ( rimase folgorato dalla grande pittura classica italiana) , quanto dal diverso clima dei periodi temporali vissuti. Apprezzò e reinterpretò anche gli  stilemi degli artisti di cui fu amico e dai quali si lasciò coscientemente influenzare, come nel caso del quadro che esamineremo. Così abbiamo opere di Maurice Denis a prevalenza naturalistica, neoimpressionista, simbolista, inclini all’Art Nouveau . E possiamo anche considerarlo fra i precursori dell’astrattismo per le sue sperimentazioni ordinate sui colori. Tra i suoi temi preferiti ci sono episodi religiosi ma attualizzati al contesto moderno e scene intime e familiari.

Compiti per le vacanze
In una stanza semplice, illuminata lateralmente da una finestra con davanzale adorno di una brocca con fiori, attorno ad un tavolo basso a misura di bambino  una madre sorveglia, teneramente protettiva e compiaciuta, la concentrazione di due dei figli  sui loro compiti di lettura e scrittura. La figlia più piccola, di lato, afferrata con la destra una mela, osserva il fratello seduto di fronte che sta scrivendo tranquillo, ad occhi bassi. Libri, quaderni ed album sono ammonticchiati in vari punti del tavolino ricoperto da un incerato a figure rettangolari.
Con le due mani la madre tiene raccolte le due figlie, a sottolineare materialmente l’intesa psicologica del momento.

Per tutta la vita Denis amò rappresentare opere di carattere domestico e sovente usò ritrarre le due mogli o loro parenti come modelle in opere a soggetto sacro. Questa tela fu realizzata dopo aver visitato gli amici Cezanne ( uno dei maggiori e reputati padri dell’Impressionismo) e Signac, esponente principe del pointillisme. Le suggestioni riportate dal contatto con le opere degli amici vengono riversate nella impostazione cezannina delle figure, nella composizione della natura morta sul davanzale e delle piccole mele sul tavolo, mentre le vesti della moglie e della prole risentono di una pittura reticolare e scontornata che è un debito stilistico verso il puntinismo. L’effetto di sintesi è però dato da una impronta di armonia, serenità, equilibrio, ottenuti dalla solida impostazione piramidale delle figure, dai ricercati mezzi toni vibranti della luce e  del colore, dalla nitidezza ed espressività dei volti   e dalla quieta semplicità della scena. L’amalgama sapiente tra la propria cifra stilistica, preminente, ed il tributo alla tecnica degli amici è perfettamente riuscito.

Una considerazione attualizzata sul tema del quadro, induce a riflettere sullo svolgimento dei compiti assegnati dagli insegnanti durante il periodo di vacanze.
Come è noto negli ambienti educativi i compiti (devoirs, in francese, che suonano come doveri) sono essenziali agli alunni per mettersi alla prova e rafforzare conoscenze, competenze e capacità o, quanto meno, sono utili a mantenere acceso un programma di apprendimento in fieri che, se spento, non è esente da regressione e perdite.
Naturalmente la bontà del metodo richiede che i compiti siano distribuiti in modo il più possibile uniforme e metodico nel tempo. In passato, nessuno si sarebbe sognato di contestare la somministrazione di compiti da parte degli insegnanti, tanto quanto la prescrizione di un medico. Ma attualmente è in atto un’idea presso moltissime famiglie che tutto ciò che la scuola propone e fa debba risolversi nel tempo scolare contrapposto al tempo destinato totalmente alla vita familiare, come se il tempo della scuola sia altro da quello della vita. Questo schema di contrapposizione, che si estende inoltre ad altre ingerenze soprattutto nel campo della valutazione del profitto, toglie ai bambini e alle bambine il diritto di crescere sul piano culturale e di raggiungere quell’autonomia che sola permetterà loro di essere adulti sicuri e responsabili di sé stessi nel lavoro, nei rapporti sociali e negli affetti.

Enio Lucherini

Maurice Denis, I compiti delle vacanze, 1906  olio su tela
L’opera si trova al Musée d’Art Moderne di Ginevra (Petit Palais)

Per chi vuole vedere altre opere di questo autore:
http://www.youtube.com/watch?v=Ju5iF1NTvhk

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