La Bibbia fu dunque il primo testo scolastico per tanti bambini. La testimonianza di una rete di scuole primarie si ha fin dal XVI secolo ma erano organizzate in modo rudimentale: spesso l’aula era la stalla, il libro di testo la sola Bibbia, l’insegnante una persona qualsiasi che sapesse leggere e scrivere; solo nel XIX secolo si verificherà un radicale cambiamento. In questa fase si inserisce la figura di John Charles Beckwith: nacque a Malifax (Canada) il 2 ottobre 1789 da una famiglia inglese, morì a Torre Pellice (TO) il 19 luglio 1862. Partecipò alle guerre napoleoniche, fu ferito gravemente, perse una gamba e fu costretto a lasciare la carriera militare. Nel 1827 scoprì con il canonico anglicano W.S. Gilly l’esistenza della Chiesa Valdese; incuriosito si recò nelle valli valdesi partecipando alla vita della popolazione (lo chiamavano affettuosamente “gamba di legno”), dedicandosi soprattutto alla scuola e vi rimase fino alla morte.
Egli non si fermò alla costruzione e istituzione di nuove scuole, ma diede il suo contributo al rinnovamento didattico delle scuole valdesi: le dotò di materiali importati dall’Inghilterra, organizzò per i maestri corsi di aggiornamento presso la Scuola normale (magistrale) di Losanna e introdusse l’uso dell’italiano essendo la popolazione valdese francofona. L’uso abituale del francese nelle valli valdesi risale ad un’epoca antica: agli inizi del XII secolo le valli iniziarono a popolarsi di Valdesi in fuga dalla Francia; tra il 1500 e il 1800 le valli furono gravemente colpite dalle persecuzioni antivaldesi e durante la rivoluzione francese esse furono annesse alla vicina Francia. Egli ebbe la grande intuizione dell’importanza dell’orientamento delle scuole valdesi verso la situazione italiana e dunque dello studio della lingua italiana: a tal fine nel 1836 sostenne il viaggio in Toscana di Bartolomeo Molan, docente del Collége, istituto creato dallo stesso BecKwith nel 1835 a Torre Pellice, divenuto nel 1848 liceo classico pareggiato, attualmente liceo classico, scientifico, linguistico e sportivo e ritenuto scuola validissima, laica, aperta a tutti, frequentata anche da studenti cattolici.
Sempre al fine dello studio dell’italiano, nel 1848 finanziò il viaggio e il soggiorno a Firenze di quattro pastori richiedendo loro, al ritorno, corsi intensivi d’italiano per i maestri. Beckwith comprese che in una popolazione perseguitata, povera e chiusa fra le montagne, le donne , pur scolarizzate, si trovavano in una condizione inferiore rispetto a quella degli uomini e promosse l’educazione delle donne creando “Le Pensionnat”. Il Pensionato fu frequentato da ragazze delle classe più elevate non solo delle Valli, ma di Torino, Milano; il personale fu reclutato all’estero, specialmente in Svizzera , le allieve erano interne, ma in un secondo tempo furono ammesse anche allieve esterne. Tenuto conto dei grandi costi di gestione, quindi delle rette, molte ragazze non erano in grado di frequentare l’Istituto ed egli intervenne personalmente per consentire loro la frequenza.
La grande spinta culturale fece di Torre Pellice oltre che la capitale del mondo valdese, un piccolo centro internazionale che E.De Amicis definì “La Ginevra italiana”. In questo contesto fu fondamentale la firma delle Lettere Patenti (17 febbraio 1848) con cui Carlo Alberto concesse i diritti civili e politici ai Valdesi: la data viene ricordata ogni anno con l’accensione la sera del 16 di grandi falò attorno ai quali essi si riuniscono, mentre il 17 tutti i negozi e le scuole restano chiusi per consentire la partecipazione al culto e per festeggiare. Con lo sviluppo della legislazione scolastica dell’Italia unificata, l’organizzazione delle “scuole BeKwith” passò da quella valdese a quella comunale e con la legge Credaro del 1912, l’ordinamento scolastico divenne statale: vennero mantenuti quali insegnamenti complementari il francese e l’istruzione biblica.
Se grandissimo fu il rinnovamento dell’organizzazione scolastica grazie all’infaticabile lavoro di BecKwith, non può essere dimenticato il notevole impulso che egli diede all’attività istituzionale e all’edilizia: la costruzione dei templi valdesi delle valli, di Torre Pellice (1852) e di Torino (1853), delle residenze dei professori del Collegio, delle biblioteche, ma soprattutto dell’ “Ospedale Valdese” a Torre Pellice (il primo istituito nel XIX secolo per le popolazioni valdesi).
La sua opera a favore dei Valdesi fu molto generosa e del tutto disinteressata, rimase pertanto molto amareggiato e deluso dalla decisione della Tavola Valdese di negare fra il 1840 e il 1850 le sue richieste , dovute forse alla formazione anglicana, di cambiamento dell’impostazione religiosa: incarico a vita per il Moderatore (vescovo), una liturgia unitaria per la chiesa e per l’individuo, ma la Chiesa Valdese è un’assemblea di uguali, non ha una sua forma fissa, non ha gerarchia, si amministra senza ingerenza del potere politico e senza esercitare da parte sua, alcun potere.
La delusione di Beckwith fu così grande che dopo l’inaugurazione del tempio di Torino, culmine della sua opera, si ritirò a vita privata a Torre Pellice dove morì il 19 luglio 1862. Egli però non venne mai dimenticato: molti luoghi nelle Valli Valdesi sono a lui dedicati, ad esempio la via principale di Torre Pellice; l’importantissima radio valdese, voce nel mondo delle chiede valdesi, porta il suo nome e i Valdesi sono convinti di aver goduto anche grazie a Bekcwith, pur nelle persecuzioni e in mezzo alla povertà, di grandi privilegi, primi fra tutti, quelli dell’istruzione.
di Margherita Roccia
Si rigrazia la direzione dell’Archivio Fotografico Valdese per le fotografie gc.
di John Charles Beckwith e della Scuola del Serre, Angrogna del 1896.
