Quando i bambini erano piccoli potevano imparare a contare guidati dalla voce cantata della mamma e della nonna. Forse qualcuno conosce ancora …
Uno, la signora si veste di bruno
e di bianco non vuol vestir,
Miraladindondella, Miralandindondà.
Due, la signora indossa le vesti sue
e le altre non vuol vestir,
Miraladindondella, Miralandindondà…
E, con il canto, le tate contavano fino a 10 dove si scopriva che alla fine “la signora mangiava i ceci” ed era soddisfatta. Per i bambini piccoli c’erano anche le storie numeriche che facevano contare in avanti e all’indietro. Come in Dieci pulcinella che racconta di 10 pulcinella che “stavano a casa perché piove/uno uscì all’aperto/ e rimasero in nove” ….
Nella scuola di oggi circolano tante filastrocche dedicate ai numeri, basta digitare “filastrocche numeriche” e controllare. I primi numeri (zero e uno) hanno anche trovato un cantore di eccezione in Gianni Rodari, che ci ha raccontato la storia de Il trionfo dello zero
C’era una volta
un povero Zero
tondo come un o,
tanto buono ma però
contava proprio zero
Ma quando lo Zero si trova a dare un passaggio in macchina al numero 1, tutto cambia…
… gli cedevano la destra
con zelo e premura
(di tenerlo a sinistra
avevano paura),
Contare con il cantare o con il raccontare forse non si usa più. Magari si recitano ancora con i bambini piccoli delle cantilene con i numeri, ma già nella scuola dell’infanzia arriva l’istruzione generalizzata ed anche i numeri acquistano una loro “dignità scolastica”. Eccoli presenti nei primi libri illustrati: si chiamano Numerieri.
Generalmente questi primi libri con i numeri sono fantasiosi (anche troppo) ed accattivanti (così pensano certi adulti). Nelle classi, accanto all’alfabetiere i bambini trovano spesso il Numeriere. I Numerieri presentano i 10 segni numerici che servono per calcolare in base dieci (come si usa nella nostra cultura).
Naturalmente, sia nei tabelloni che nei libri, non mancano le variazioni, così come avviene per gli alfabetieri tradizionali. Si può spaziare da un Numeriere che parla degli animali, a quello tattile, a quello dell’ape maya, a quello musicale. Poi c’è il Numeriere puzzle, quello da colorare, quello con le filastrocche, quello magico che si attacca e si stacca…
Ci sono anche molte storie illustrate che raccontano utilizzando i numeri. In questo genere si sono cimentati in tanti e fra questi Leo Lionni (Numeri), Nicoletta Costa (Primi numeri), Helen Oxerbury (Dieci dita alle mani), Silvana D’Angelo (Mai contare i topi) …
Una volta imparati i numeri (che è altra cosa da saper calcolare) ci si può sbizzarrire a creare Numerieri diversi. Sul sito “mondo degli alfabeti”, potete trovare anche pittori moderni che hanno disegnato i numeri (come Colangelo Fulvio) e dove sono raccolte invenzioni grafiche con i vari segni numerici: numeri zoomorfi, numeri geroglifici, in stile calligrafico, come bandiere, con disegni peruviani, numeri scritti con chicchi di caffè, numeri floreali…
Se poi si vuol andare ancora più a fondo della questione, allora non c’è che da aprire un libro di storia e cercare, guardare, copiare i numeri gotici, piuttosto che quelli arabi, i numeri romani, cinesi o dei maya o degli antichi egiziani. Si può perfino avviare un eserciziario di Numeratura, che non sappiamo se servirà ad imparare la matematica, ma che certamente mostrerà quanto sia necessario, da sempre, poter contare sui numeri.
Esercizi di numeratura:
Con i numeri gotici
Con i numeri arabi
Con i numeri cinesi
Con i numeri egiziani
Fra i tanti Numerieri che esistono o sono esistiti non possiamo omettere quello Maya, che ebbe una grande influenza sulle culture precolombiane del Centroamerica. Non lo possiamo dimenticare perché era in base 20, con simboli semplicissimi: punti e tratti. Con tre soli simboli (punto, linea e conchiglia), gli antichi maya potevano calcolare tranquillamente.
Scoprire che si possono avere Numerieri componibili con quantità diverse di segni (non solo con i dieci che noi usiamo) rappresenta anche un bell’arricchimento mentale: quanti segni ci vogliono per far funzionare dei circuiti elettronici? Solo due: uno e zero. E’ il sistema binario che si può adoperare per fare semplici calcoli aritmetici o per far funzionare un computer.
