Grembiuli bianchi con fiocco rosso per le bambine, nero con fiocco blu per i maschi.
E nelle classi “odore di scuola”, un misto fra matite e colori temperati, con i cappotti appesi alla parete sull’attaccapanni che trasudavano gli odori di casa, odori di semplicità che si portavano dietro il desiderio di andare avanti.
La classe era semplice: all’inizio banchi di legno. Scomodi. E poi la bella stufa a legna di cotto rosso: il calore che emanava era un calore particolare, che accomunava. Al cominciare dell’inverno nella cesta ce n’ era a sufficienza, ma la quantità diminuiva man mano che i mesi freddi passavano: i bidelli erano i severi custodi di distribuzione dei rifornimenti nelle classi. “Mettete un po’ di legna nella stufa, che stamattina mi fa fatica abbassarmi a prenderla” diceva spesso la maestra. La maestra era anziana, buona, paziente. Non è retorica. E’ vero: portava ancora con sé quello spirito di giovinezza che chi ha vissuto nella scuola conosce e non dimentica. Anche i supporti didattici nella classe erano poveri: un piccolo armadio con dentro una scarna biblioteca con vecchi libri un po’ sgualciti, un po’ di gesso da usare con moderazione, una carta geografica, in genere fisica, appesa alla parete: se poi serviva quella politica si andava a prenderla nella classe accanto.
E quest’odore di scuola bella, colma di speranze ed aspettative ancora a volte torna. A folate.
Norma Raggetti Angelini
l’illustrazione è la copertina di: A.De Gregorio, G.Verardi, Primi Passi, sillabario per la prima classe elementare, casa editrice A&B, Torino, 1952
