Ecco, quell’anno al consueto rituale pre-natalizio si aggiunse l’apprendimento a memoria della Notte Santa.
La poesia narra l’arrivo di Giuseppe e Maria a Betlemme, la loro faticosa ricerca, ora per ora, di un albergo per trascorrere la notte: i rifiuti opposti dai diversi osti, albergatori, locandieri e il rifugio finale in una stalla dove si verificherà il lieto evento.
Vissi l’apprendimento di questa poesia come un esercizio lungo e faticoso e come una imposizione della maestra. Questo non mi impedì però di gustarne alcuni passi . In particolare il seguente che non ho mai dimenticato:
“Oste di Cesarea…- Un vecchio falegname ?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame;
Non amo la miscela dell’alta e bassa gente!
Il campanile scocca
le undici lentamente.
In particolare l’asserzione “…non amo la miscela dell’alta e bassa gente” è stato sentita da me per tutta la vita come il leit-motiv emblematico dei rozzi atteggiamenti classisti che spesso assumono bottegai, commercianti, venditori abituati a compiacere ricchi ed esigenti clienti.
Il ritrovamento
Questa poesia si sedimentò poi nell’archivio mentale dei ricordi lontani. Un giorno vidi una persona che gettava nel cassonetto dei vecchi libri. Lo fermai un attimo chiedendogli se potevo dare un’occhiata per vedere se c’era qualche libro che potesse interessarmi. Fu così che presi per me, salvandoli dal macero due libri: il libro di Giulio Cesare Abba, Da Quarto al Volturno e quello che riconobbi , con una certa emozione, essere una copia del mio vecchio libro di lettura di quarta elementare, dal titolo Mamma. Lì ho ritrovato la mia vecchia poesia che ho letto con una qualche emozione e un sincero apprezzamento. Ho capito anche la difficoltà che provai ad impararla perchè più che della classica poesia si tratta di un piccolo dramma in versi con più personaggi che interloquiscono fra di loro – Maria , Giuseppe e i diversi albergatori albergatori – mentre l’orologio scandisce ora per ora l’approssimarsi del grande evento che attira folla d’ogni dove a Betlehemme -. Grande evento rispetto a cui i futuri protagonisti, Maria e Giuseppe, appaiono solo comparse marginali e del tutto incognite.
Mauro Sbordoni
P.S: il libro di lettura Mamma, fu per la ricchezza della sua veste tipografica e delle sue illustrazioni uno dei segni di un’Italia che stava cominciando ad uscire dalla indigenza seguita alla guerra.
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