Legislazione

A cura di Giuliano Franceschini

La formazione del sistema scolastico italiano nella storia della legislazione scolastica

Come ogni museo, anche il museodellascuola.it contiene molte informazioni provenienti dal passato. In questa sezione si trovano i documenti legislativi primari che si sono succeduti dal 1859 in poi e che hanno segnato la storia normativa della scuola italiana. Buona parte di questi documenti provengono da un mondo che non esiste più, segnato dall’ascesa e dal trionfo della borghesia, descritto in modo magistrale da Eric J. Hobsbawn nelle sue opere indimenticabili tra le quali spiccano Le rivoluzioni borghesi 1789-1848, Il trionfo della borghesia 1848-1875 e L’Età degli imperi 1875-1914. Poi abbiamo quelli prodotti durante il fascismo, un periodo nel quale per certi versi le contraddizioni dell’età liberale si esasperano fino a sfociare nell’orrore della Seconda guerra mondiale e infine, dopo il 1945, la legislazione scolastica repubblicana e democratica, nata all’interno di una società che tenta di risolvere quella che possiamo definire, riprendendo il titolo di un noto saggio di T.W. Adorno, la questione dell’educazione dopo Auschwitz.

Che cosa resta di questo denso percorso culturale nella legislazione scolastica? Perché la sua analisi oggi può essere ancora interessante, senza cadere nella trita retorica della Storia come maestra di vita? Per rispondere a queste domande è necessario intendersi sul significato delle informazioni contenute nella legislazione scolastica, che non rispecchiano affatto il funzionamento reale delle scuole. Il loro valore è del tutto indiretto, poiché riflettono piuttosto l’idea di scuola, di infanzia, del ruolo dell’insegnante delle classi dominanti, dalla formazione dello Stato nazionale italiano in poi. Un documento culturale e politico prima che storico e pedagogico, che consente pertanto di conoscere la mentalità di una precisa classe sociale nella quale però si riflette, almeno in parte, anche quella delle altre. Poi c’è il significato prettamente pedagogico e didattico, ovvero la possibilità di toccare con mano la diffusione e la successione delle teorie sulla formazione di bambini e ragazzi, da quelle di stampo positivista alla pedagogia idealistica, dalla didattica dell’attivismo del dopoguerra a quella cognitivista che già si intravede verso la fine degli anni Sessanta. Per conoscere però quello che veramente succedeva nelle scuole dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento è necessario incrociare lo studio della legislazione scolastica con l’analisi di tutti gli altri documenti presenti nelle altre sezioni del museodellascuola: fotografie di classi scolastiche, pagine di quaderni d’epoca, ricordi di esperienze scolastiche, pagelle, ecc.

Allora, incrociando i dati, correlando le tante informazioni provenienti dal passato, accade qualcosa di miracoloso, si ha quasi la sensazione di tornare indietro nel tempo, nelle scuole dei nostri trisavoli, dei nostri nonni e dei nostri genitori.

Giuliano Franceschini