Questa foto, 13,9 x 9 centimetri, è stampata nel formato di cartolina del primo novecento e, infatti, nel retro è la dicitura Cartolina Postale, con le linee per l’indirizzo del destinatario e lo spazio di scrittura a disposizione del mittente.
L’immagine, in bianco e nero, è quella classica di un gruppo classe, sicuramente frutto di un fotografo di professione, ben conservata e leggibile anche se presenta alcuni graffi. Trentuno alunni (19 maschi e 12 femmine) non tutti della stessa classe di età e una maestra all’apparenza non ancora quarantenne. Da più segni è possibile datarla nella seconda metà degli anni venti del ‘900, per il grembiule nero indossato da quasi tutti gli alunni e per l’abbigliamento della maestra e di due bambine senza grembiule. Per altri indizi si colloca in una località del meridione italiano dove, ad esempio, anche i bambini nelle foto di scuola si facevano spesso fotografare con in capo un cappello da uomo.
Indizi che concordano con quanto poi si trova scritto a matita nel retro , forse da due diverse persone o dalla stessa a distanza di tempo.
Nello spazio dell’indirizzo si legge nell’ordine:
Signor Velli C
Mario Zerlenga
Borgo Ferrovia
Avellino.
Mentre nella parte per i saluti, scritta in verticale:
Signor Velli Cristina
fatto nel 1 * 24 – 19 (*qui si sovrappongono un 8 o un 9 e una o)
un 5 è sopra la dicitura CARTOLINA POSTALE e in basso a destra appare 250 Dex
Questi gli elementi tecnici della foto, ma i volti e alcuni atteggiamenti degli attori sulla scena fanno di questa fotografia un quadro straordinario di indizi per possibili narrazioni di un contesto sociale di novanta anni fa. Un solo esempio al riguardo: in alto a destra un alunno appare isolato dal gruppo ed in effetti l’atteggiamento del compagno di classe alla sua destra con il gomito alzato verso di lui, sembra che lo tenga volutamente lontano dal gruppo dei cinque amici, che tali si manifestano per la vicinanza fisica tra di loro, rinforzata dal legame delle mani sulle spalle. Un quadretto, probabile riflesso nei piccoli di relazioni e comportamenti di adulti delle loro famiglie.
Molto interessante è poi la figura della maestra, il fuoco di tutto il gruppo. E’ lei Cristina Velli ? A guardarla con attenzione trasmette il senso di una donna non comune, di grande dignità, intelligente, colta, ma anche segnata da una profonda tristezza. Una figura affascinante ed emblematica della condizione in cui dovevano trovarsi molte giovani maestre nell’Italia dei primi decenni del XX secolo.
Altro non c’è da aggiungere, perché con questa immagine vorremmo invitare quanti frequentano il Museo della Scuola ad aiutarci in una più approfondita lettura di questa fotografia, inviandoci le proprie osservazioni ed i propri commenti da condividere insieme, poiché siamo convinti che il Museo deve andare oltre la sola funzione di archivio, per essere anche un luogo aperto allo scambio di idee.
Tutto questo perché riteniamo che Il viaggio del Museo della Scuola è nel passato per interrogarsi sul presente e progettare il futuro.
Altrimenti detto: La memoria del passato – l’identità del presente – la qualità del futuro
UC


