Napoli, Chiaia a.s.1914-1915 classe III

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Il copricapo, cappello o cappuccio che sia, ha segnato la storia dell’uomo sia come oggetto di protezione della testa da intemperie e altre avversità sia, per la sua foggia e colore,  come identificativo del ruolo sociale o professionale di chi ci stava sotto. Dal cappello è facile riconoscere un militare tanto nel grado che nella funzione e lo stesso vale per tutte quelle categorie di persone che hanno bisogno di un’immediata visibilità per la funzione svolgono e di una copertura della testa a scopo di igiene, ad esempio come si ha in cucina o negli ospedali. Un tempo la connotazione sociale di un individuo data da un copricapo era molto più accentuata e seguita di oggi, tanto che nell’iconografia il cappello era sufficiente indizio per capire di chi si trattava: un Re, un prete, un medico per il cappello rosso come si ha in tutte le rappresentazioni dei santi Cosma e Damiano, uno studente universitario, l’appartenente ad una specifica arte e mestiere tanto che anche i maestri, appartenenti alla corporazione dei maestri scrivani, si riconoscevano in Francia per la foggia del cappello e per le penne accessorie che indicavano quanti e quali erano i suoi insegnamenti (una penna per lo scrivere, una per il leggere e una per il far di conto). Di fatto, fino ai primi decenni del secolo scorso avere un cappello in testa per gli uomini era quasi una necessità per non dover passare per un miserabile senza arte ne parte. Questo fatto doveva essere ben chiaro nella testa del maestro della classe che si vede in questa fotografia, che ha voluto che ogni alunno si presentasse alla posa fotografica con un copricapo in testa, lui per primo. C’è da supporre che ogni alunno abbia insistito e non poco in famiglia affinché il padre gli prestasse per quel giorno il proprio cappello, dalla cui foggia si potrebbe ipotizzare chi erano quei padri: marinai, autisti, commercianti, sensali, contadini, qualche disoccupato e forse qualche “mariuolo”. Ma quello che non riesco ad identificare è il significato del cappello bianco in testa al quarto bambino della prima fila a partire dal maestro, il cui visino sembra esprimere soprattutto una doverosa sopportazione. Come sempre sono graditi altri commenti ed altre analisi. UC