Tuttavia, nell’immaginario scolastico e nelle memorie individuali e collettive la funzione principale del “righello” non pare sia stata quella di aiutare la maestra o il maestro a tracciare righe ben diritte, quanto di rappresentare lo strumento principe delle punizioni da comminarsi ad alunni indisciplinati o poco preparati. Così almeno dicono le cronache e la memoria a partire dagli anni venti fino alla metà del secolo scorso, o poco più oltre, perché nelle memorie successive non è più citato.
Quanto alle modalità del suo uso, le principali sembrano essere state:
per una mancanza leggera, colpetto di piatto sul palmo delle mani ben aperte oppure sui glutei;
per un fallo medio, colpetto di piatto, ma sulla testa;
per errore grave sempre di piatto sul dorso delle mani
e per fatti molto gravi del comportamento sul dorso delle mani con lo spigolo di ottone.
Questa la tipologia per i maschi, perché per le bambine, a parte rari casi, il righello era più minacciato che usato.
Il righello nero, con incluse le listre di ottone, in quanto prodotto industriale, è forse l’ultimo rappresentante di una categoria di oggetti la cui funzione, nel corso dei tempi, è stata quella di considerare la violenza sui bambini come il principale principio didattico a cui attingere per ottenere da essi precisi comportamenti e favorire l’imparare a memoria.
UC
