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Il righello

Di legno. rigorosamente nero, cinquanta centimetri circa di lunghezza, sezione quadrata con lato di un centimetro, che nei più comuni misura 1,27 centimetri circa, quasi “mezzo pollice”, il che fa propendere per un’ascendenza britannica dell’oggetto in questione. Caratterizzato dall’inserimento per tutta la lunghezza dei quattro spigoli di lastrine di ottone larghe tre millimetri e spesse un millimetro la cui funzione era quella di mantenere diritto il filo dello spigolo, necessario per tracciare linee rette.
Tuttavia, nell’immaginario scolastico e nelle memorie individuali e collettive la funzione principale del “righello” non pare sia stata quella di aiutare la maestra o il maestro a tracciare righe ben diritte, quanto di rappresentare lo strumento principe delle punizioni da comminarsi ad alunni indisciplinati o poco preparati. Così almeno dicono le cronache e la memoria a partire dagli anni venti fino alla metà del secolo scorso, o poco più oltre, perché nelle memorie successive non è più citato.
Quanto alle modalità del suo uso, le principali sembrano essere state:
per una mancanza leggera, colpetto di piatto sul palmo delle mani ben aperte oppure sui glutei;
per un fallo medio, colpetto di piatto, ma sulla testa;
per errore grave sempre di piatto sul dorso delle mani
e per fatti molto gravi del comportamento sul dorso delle mani con lo spigolo di ottone.
Questa la tipologia per i maschi, perché per le bambine, a parte rari casi, il righello era più minacciato che usato.
Il righello nero, con incluse le listre di ottone, in quanto prodotto industriale, è forse l’ultimo rappresentante di una categoria di oggetti la cui funzione, nel corso dei tempi, è stata quella di considerare la violenza sui bambini come il principale principio didattico a cui attingere per ottenere da essi precisi comportamenti e favorire l’imparare a memoria.
UC

 

 

 

 

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