Ritorno da scuola dopo la tempesta di Chaim Soutine

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Chaim Soutine
Chaim Soutine

Chaim Soutine nacque nel ghetto del villaggio di Smilovitchi presso la città di Minsk nel 1893. Nell’incerta geografia politica dell’est europeo oggi Bielorussia, allora territorio lituano della Russia zarista. Nasce decimo degli 11 figli di un povero sarto ebreo,ottuso ed osservante.
Caso esemplare di infanzia deprivata vive in umiliante povertà  e spesso soffre anche la fame, come ci racconta una delle tele giovanili sfuggite alla sua furia iconoclasta, le aringhe, dove in toni cupi risaltano due grifagne forchette che cercano di uncinare due aringhe rinsecchite in un piatto, accanto ad una ciotola vuota.
Da scolaro si fa disprezzare dalla propria comunità per aver disegnato l’immagine del proprio maestro, azione proibita dalla religione  ebraica, subendo anche segregazione e percosse. Si favoleggia che, bambino ribelle, abbia rubato alcune pentole alla madre per comprarsi i colori per disegnare di nascosto. Fu la disperazione dei propri osservanti genitori, che ne volevano fare un calzolaio e che volevano “correggerlo” a suon di busse se lo scoprivano a disegnare . A 14 anni, come Rousseau in fuga da Ginevra, lo troviamo a  Minsk dove acquista i primi rudimenti di pittura e a 16 si trasferisce a Vilnius dove frequenta l’Accademia di belle arti con gli amici Kikoine e Kremegne. Con gli amici soffre la fame e spesso è costretto a mendicare per mangiare. A 20 anni un medico ebreo gli offre l’occasione della vita, pagandogli  il biglietto per andare a Parigi, in quel momento cuore pulsante dell’arte mondiale. 

Vive dapprima a La Ruche, una poverissimo ghetto artistico di Montparnasse, poi si trasferisce alla Cité Falguière dove stringe amicizia con un altro pittore spiantato che ammira le sue opere , Amedeo Modigliani. Dopo la prematura morte di Modigliani Soutine esprimerà ingrati e ingiusti giudizi  sulla pittura dell’amico, deplorando anche che il livornese l’avesse avviato sulla via dell’etilismo.
Si crea una compagnia che raccoglie Soutine, Chagall, Léger, Delaunay, Cendras. Ma le sue frequenti visite nei musei finiscono per fargli apprezzare i maestri del passato molto più dei contemporanei. Elegge a suoi modelli Courbet, El Greco e Goya e, dopo una visita in Olanda, finisce per essere fulminato dall’arte di Rembrandt. Tra i pittori più recenti ama Bonnard. Vive anche a Parigi anni di vera miseria, il suo studio è infestato da pulci, fruga tra i rifiuti, indossa abiti logori e non si cura né dell’igiene né delle buone maniere.
Ma grazie  al mercante d’arte russo procuratogli da Modigliani  si può permettere due viaggi di studio, prima  a Ceret sui Pirenei e poi a Cagnes sur Mer, nelle Alpi marittime, luoghi dove realizza tra il ’19 e il ’22 più di 200 quadri  di paesaggi. Un ricco americano appassionato d’arte, Albert Charles Barnes visita il suo atelier parigino ed acquista in blocco 100 tele che si porta in America. È la conquista della notorietà e della tranquillità economica che per beffa della sorte non si può godere tanto per motivi caratteriali, è sospettoso, insicuro, introverso, quanto per sofferenze fisiche, una terribile ulcera che lo angustia in conseguenza delle deprivazioni giovanili. Per gran parte della vita sarà costretto a mangiare con moderazione solo qualche verdura e un po’ di formaggio. Alcuni facoltosi intellettuali si interessano a lui per stima e mecenatismo ospitandolo nelle loro ville e nei loro viaggi. Fra tutti i coniugi Castaing, colti intellettuali che diventano i suoi maggiori collezionisti. Per fortuna di Soutine, che odiava mettere i quadri in mostra e rifiutava perfino di mostrarli agli appassionati.  Soutine aveva un rapporto viscerale con le proprie produzioni,  al punto da distruggere quasi tutte le tele giovanili  delle quali, nella piena maturità artistica,  era insoddisfatto.
Alternando periodi di intensa produzione a momenti di stasi ed abulia Soutine esegue serie di paesaggi, di ritratti,  di nature morte con carcasse di animali,celeberrima quella del bue scuoiato, in onore di Rembrandt , e realizza poi i ritratti in divisa che lo hanno reso famoso: i pasticcieri, i valletti, i commessi, i chierichetti.

Anche negli affetti fu perseguitato dal destino, il legame sentimentale nato nel ’37 con l’ebrea tedesca Gerda Groth, con la quale vive prima a Parigi e poi a Civry presso Auxerre, verrà reciso quando i nazisti occupano la Francia e Gerda scompare, internata nel campo di concentramento di Gurs. Proprio a Civry, ospite di Alexandre Einsild e di sua moglie, la pittrice Berthe Sourdillon, Soutine viene sorpreso dallo scoppio della guerra. Dopo  aver vissuto una disavventura traumatica per la denuncia di uno stolido curato,  il pittore  finisce dieci giorni in galera, deve vivere braccato dai tedeschi in quanto apolide ed ebreo. Rifiuta l’aiuto del collezionista americano, Duncan Phillips, che lo vorrebbe far riparare negli Stati Uniti. Vive gli ultimi anni di vita in clandestinità con Marie Berthe Aurenche, conosciuta nella cerchia dei Castaing, e deve sperimentare le privazioni e le paure della sua  grama giovinezza. Come se la persecuzione razziale non fosse bastata, nel ’43 viene colto da una emorragia in conseguenza della sua ulcera cronica, operato in ritardo a Parigi, muore  senza poter vedere la fine della guerra. Aveva cinquant’anni.

Rétour de l’école aprés l’orage
Pur avendo a modelli ideali i pittori del passato Soutine risente della temperie artistica del proprio tempo e, pur disprezzandola a parole, detesta ad esempio Van Gogh, nei fatti segue le istanze adottate da Fauves, Post-impressionisti ed Espressionisti . Ma la sua non è  scelta formale e stilistica quanto modalità espressiva spontanea ed irruenta : la mano d’artista si pone al servizio del suo traumatizzato bagaglio emozionale. Dipingere per Soutine è la risposta ad una provocazione emotiva, segnata dall’ambivalenza degli instinti di vita e di morte. Attenzione massima è posta alla matericità, al colore e alla deformazione dell’immagine secondo il kaos emotivo che pulsionalmente vuole oggettivarsi nella tela. Dei modelli antichi quindi ammira gli espedienti e le invenzioni di mestiere o i temi, come nel caso del bue macellato di Rembrandt o dei fanciulli in riva al mare di Courbet, non certo l’oggettività realistica dell’immagine né tantomeno l’esattezza del disegno. Solo le risonanze psicologiche, emotive e simboliche contano nella produzione compulsiva dei suoi quadri: raramente interrompeva la realizzazione di una tela senza portarla a compimento in una sola seduta, tanto forte era il turbinio emotivo che muoveva causalmente la sua arte. Le sue sedute di lavoro erano l’equivalente di una abreazione  per liberare le enormi pulsioni, frustrazioni ed angosce interiori che si sublimavano  nella composizione del quadro. Una pittura nevrotica e di grande potenza espressiva:tutta la realtà è terremotata, si piega, si incurva, si accatasta, salta di schema, si deforma sotto i colpi violenti del colore e della pennellata. Una leggenda racconta che una volta si slogò persino un pollice per la violenza usata nel colpire  la tela, che voleva assolutamente invecchiata o usata. La sua arte sarà un riferimento  per artisti posteriori come De Vlamink, De Kooning, Kisling ,Francis Bacon, Schiele e tanti altri. 

Antefatto dell’opera
Come abbiamo accennato sopra Soutine era molto amico di Udo  Einsild, un letterato  e pubblicista lituano dalla vita avventurosa, che a Parigi faceva il mercante d’arte . Aveva partecipato alla Rivoluzione d’Ottobre, poi era stato combattente in Lituania contro una armata tedesca e contro l’occupazione russa, infine era partito volontario per la guerra di Spagna nelle Brigate internazionali. Nel ’37 Soutine è suo ospite  a Civry, un villaggetto nei dintorni di Auxerre, dove vive con la moglie pittrice ed il figlio Alexandre, di nove anni e la figlia Edmée, di sette. Quando i venti di guerra si fanno inesorabili Soutine sente il bisogno di esprimere in un’opera tutte le sue paure e tutto il suo sgomento, forse seguendo l’eco di una tela di Courbet. Dopo aver sacrificato i fanciulli  in estenuanti sedute come modelli, nelle ore in cui i compagni giocavano vociando nella strada, decide di realizzare il “Ritorno dalla scuola dopo la tempesta”  e una serie di altre opere simili, nelle quali compare sempre la coppia dei figli di Einsild. 
Soutine aveva  ritratto varie volte bambini, colti nel dettaglio con aria spaventata, sgomenta o sospettosa, evidenziata negli occhi e nell’atteggiamento del corpo. In essi riviveva e proiettava la propria sofferta infanzia.

In Retour de l’école aprés l’orage  il nodo emotivo del momento vuole dare voce al trauma della guerra incombente, al terrore, alla inermità, alle soverchianti forze micidiali che incombono sull’umanità e sul destino dei singoli. La guerra è prefigurata  con la forza di costrizione e la supremazia delle più potenti forze della natura, una tempesta che tutto travolge e sconvolge, che segna di sofferenza fino a sfigurare .Un vento impetuoso costringe i bambini dal volto deformato ad avanzare a fatica nei loro ingombranti grembi neri,con la cartella-zaino sulle spalle, lungo un sentiero tra due campi d’erba percossa dalle folate. All’esterno della scuola li aspetta in agguato una natura nemica ed inclemente, che aggredisce la loro inerme fragilità con gli ultimi sprazzi della sua brutalità. 
I campi sono al margine di un bosco  che fa corona sul fondo con  alberi piegati, cupi e sconvolti dalla rabbia del vento.Anche  il cielo, che   alterna punti di chiarore e plaghe cupe,  agita in tralice nuvole materiche come se fossero proiettili o frammenti di un’esplosione. È una rappresentazione esemplare del sublime dinamico teorizzato da Kant.
L’umanità innocente, un piccolo Adamo ed una piccola Eva, cerca di avanzare con istinto di sopravvivenza contro l’ inclemenza della natura, metafora della peggiore delle avversità sociali: la guerra. 
Spes ultima dea: i due piccoli si tengono saldamente per mano, il grandicello guida la sorellina, sottolineando con questa tenera solidarietà fraterna la comunanza della sorte.

Enio Lucherini 

L’opera: Retour de l’école aprés l’orage (Ritorno da scuola dopo la tempesta)
La tela è un olio di dimensioni  43,2×49,5 cm e si trova a  Washington nel Museo Duncan Phillips, che acquistò l’opera direttamente da Soutine.

https://www.youtube.com/watch?v=2JZW9Pl8Du0&t=9s