A scuola con l’autarchia

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Negli anni Trenta del secolo scorso, non c’era bambino che non conoscesse la parola autarchia. Il termine in sé non è difficile a comprendere: si tratta di organizzare la vita sociale di un paese senza ricorrere all’aiuto o agli scambi economici e materiali con altri paesi. Ma, come si capisce bene, in un mondo, che già all’epoca diventava sempre più interconnesso, è impensabile essere autosufficienti.
Eppure, l’Italia fascista aveva puntato sull’autarchia fino dalla metà degli ‘20 e poi, dopo le sanzioni imposte dalla Società delle Nazioni nel 1935, l’idea di “italianità” e di autosufficienza era propagandata dal regime e condivisa da molti. Autonomia della vita economica e autonomia politica erano due battaglie affiancate per liberarsi il più possibile dalle “servitù straniere”.       

La scuola dell’epoca accoglieva queste idealità ed educava i bambini ad essere bravi cittadini, rispettosi delle leggi e delle scelte politiche del regime. A scuola si cercava di essere autarchici e si valorizzavano quei tentativi capaci di produrre e commercializzare merci e prodotti utilizzando, risorse italiane.

Quaderno scolastico che sostiene la “Battaglia del grano” (Collezione Museo della Scuola)

Anche i quaderni di scuola erano uno specchio di questa utopia (che poi risultò fallimentare). La “battaglia del grano” fu una delle prime iniziative autarchiche di Mussolini e poi arrivarono le battaglie per la produzione cerealicola, della seta artificiale, della gomma, della canapa, dell’olio e del vino… fino a quella per l’estrazione del ferro dalla sabbia.

 

 

 

Come si estrae il ferro dalla sabbia (Collezione Museo della Scuola)

Il quaderno di Laprile fa riferimento all’ingegnosità italiana, alla ricchezza del “suolo della Patria” e all’uso di tecnologiche (le “armi appropriate”) che “Recenti ricerche, per l’economia e la difesa del nostro paese, ci hanno condotto a trarre il ferro anche dalle sabbie del mare. Per la separazione delle particelle sterili dalla magnetite, vengono usate delle piccole macchine azionate a mano, che funzionano direttamente sugli arenili delle nostre spiagge”.

 

Quaderno che spiega la produzione della seta artificiale (Collezione Museo della Scuola)

Su ciascuna di queste battaglie i bambini potevano soffermarsi guardando l’immagine accattivante della prima pagina del loro quaderno di scuola e leggendo nella quarta di coperta le informazioni relative al tema che era oggetto del quaderno. In ognuno di questi quaderni si parlava di autosufficienza nazionale “senza ricorrere all’importazione o mandare oro all’estero”. Come avveniva per la stessa carta di cui era fatto anche il quaderno che il bambino teneva in mano: “la cellulosa è stata ottenuta dalla paglia invece che dal legno … in un Paese colto come il nostro”.
A scuola si insegnava l’autarchia, anche coltivando l’orto, imparando a rammendare o a fare il bucato con le patate. Nel suo quaderno di scuola Maglia Angelini (classe quarta, 1941) ci spiega come fare il bucato senza usare il sapone:

Come fare il bucato con le patate (1941, Collezione Museo della Scuola)

“Per risparmiare il sapone specialmente in questi tempi che non si può avere ed anche per raggiungere l’autarchia, si può lavare il bucato cioè la biancheria con le patate. Per lavare la biancheria in questo modo prendere la biancheria e immergerla dentro un recipiente pieno di acqua e si lascia stare per 24 ore. Dopo si lava e si mette in una vasca mentre le patate si fanno bollire a parte; dopo che le parate sono cotte, si pelano, si schiacciano e si mettono sopra la biancheria che già è stata immersa nell’acqua. Dopo di ciò si versa un po’ di acqua bollente sul contenuto e con un legno piatto si pressa in modo che la fecola delle patate va a fondo. Dopo aver fatto ciò si mettono a bollire per mezz’ora. Dopo che si fanno bollire si esce la biancheria, si sciacqua e si mette al sole per asciugare, si vede che biancheria è venuta bianca meglio di quando si lava col sapone. Questo è l’unico mezzo per raggiungere l’autarchia nel sapone”.

Riferimenti: A.Gagliardi, L’impossibile Autarchia. La politica economica del Fascismo e il Ministero degli scambi e Valute, Rubettino Soveria Mannelli, Catanzaro, 2006;G. Fazio, Mussolini, l’autarchia, i libri e il mondo della carta, (http://www.novecento.org/didattica-in-classe ).