QUADERNI E GEOGRAFIA

1845

Ci sono tanti modi per proporre la geografia e mostrare storia e monumenti dei luoghi più importanti e belli del nostro mondo e del nostro paese. Atlanti, sussidiari, carte geografiche, mappe foto, laboratori interattivi, oggi anche viaggi virtuali e naturalmente gite e viaggi dal vivo, ma per le bambine e per i bambini che frequentavano la scuola primaria tra gli anni ‘50 e ‘60 anche i colorati quaderni delle Cartiere Milanesi Pigna sono proposti come un’occasione per guardare, leggere e memorizzare le regioni d’Italia.
Vengono infatti messi sul mercato i quaderni delle “REGIONI D’ITALIA”.
Ogni quaderno presentava in copertina una regione e ogni copertina aveva un suo colore specifico. In ogni copertina veniva rappresentato, sullo sfondo, disegnato quasi come uno schizzo, con colore nero o bianco, il profilo di un monumento rappresentativo della regione e poi, in un riquadro più piccolo, veniva evidenziato, questa volta però in fotografia, un monumento situato nel capoluogo o un particolare paesaggio della regione.

In alto, al centro della copertina o un po’ spostato sulla destra erano inseriti il titolo della collana dei quaderni: LE Regioni d’Italia e poi il nome della regione che, in quel quaderno, veniva rappresentata.
Una cornicetta a motivi lineari o arabescata richiudeva disegno e fotografia dando al quaderno una certa solennità e importanza. La cornice si divideva nella parte in basso lasciando uno spazio affinché ogni alunno/a potesse scrivere il proprio nome e cognome e personalizzare così il quaderno.
La retrocopertina e gli inserti erano molto accurati e contenevano una descrizione precisa della Regione con i dati su superficie e popolazione, la descrizione del territorio, delle risorse economiche e l’elenco delle province.
Nella penultima di copertina c’erano una serie di curiosità riguardanti la regione e un breve brano narrativo. L’ultima di copertina conteneva una piantina d’Italia che evidenziava la localizzazione della regione e una mappa riassuntiva della regione con disegni di monumenti e prodotti e l’indicazione delle regioni confinanti. Venivano poi rappresentati gli stemmi delle principali città.
Siamo negli anni 50- 60 nei quali avviene il passaggio dai programmi del ‘45 a quelli del ‘55. Dobbiamo ricordare che il programma di esame di classe quinta previsto dai programmi del ‘45 recitava:

Elementari cognizioni di geografia fisica.
L’Italia: principali   caratteristiche   fisiche, politiche   ed economiche.
Elementi di geografia dell’Europa e degli altri Continenti.
(La prova dovrà esser fatta col sussidio della carta geografica). [1]

Si evince da ciò come l’impostazione dell’insegnamento cercasse di preparare gli alunni alla conoscenza di quanto richiesto.
Immancabili, all’interno del quaderno, le carte assorbenti celeste chiaro che, oltretutto, contenevano un testo relativo all’ organizzazione e alla funzione delle regioni come previsto dalla Costituzione Italiana. L’apertura del quaderno faceva cadere lo sguardo sul logo della cartiera Pigna e sulla scritta “è un quaderno Pigna!”

L’impostazione presentata dai quaderni era del tutto in linea con la modalità di insegnamento della geografia presentata anche dai sussidiari di quegli anni. Impostazione che affermava una modalità di approccio allo studio della geografia che puntava ad una memorizzazione di nomi di regioni e province, a un riconoscimento dei principali monumenti e una conoscenza stereotipica di costumi e tradizioni locali.

Bisogna dire che tale impostazione didattica portata avanti nelle scuole primarie veniva applicata nonostante i programmi del 1955 non dessero indirizzi così determinati, ma anzi recitassero in alcuni passi il valore dello studio dell’ambiente nella sua complessità e un richiamo ad una impostazione didattica non nozionistica.

Programmi relativi alle classi terza, quarta e quinta del 1955.
Tutto questo va tenuto presente per la migliore interpretazione del programma che segue, dove le materie d’insegnamento affiorano, senza peraltro essere separate, dal contesto delle indicate attività che l’alunno dovrà svolgere, e sulle quali fondamentalmente si deve far leva per bandire dalla scuola primaria ogni ingombrante nozionismo e ogni pretesa di prematura sistematicità del sapere. [2]

In ogni caso nella pratica didattica generale e nei libri di testo che venivano adottati era prevista, soprattutto, una conoscenza dei luoghi orientata a far ricordare nomi e nozioni di carattere generale. Era difficile per un bambino e una bambina che si avvicinavano ad un’ impostazione di studio della geografia di questo tipo poter entrare in una vera conoscenza dei luoghi che, alla fine, risultavano più o meno tutti uguali e dei quali ciò che veniva principalmente ricordato era l’elenco mnemonico delle province.

Il programma di studio della geografia prevedeva, infatti, nella classe terza uno studio degli ambienti naturali delle fasce climatiche, dei territori, delle principali catene montuose, colline, pianure, fiumi laghi ecc. del nostro paese, nella classe quarta lo studio appunto dell’Italia fisica e politica, con tutte le sue regioni, città, prodotti e attività dei diversi territori e poi, nella classe quinta la conoscenza doveva estendersi allo studio del cielo, dei paesi europei e ai continenti del mondo.

Ricordo ancora che, per il nostro esame di quinta elementare, – siamo nell’anno 1968 – ognuno di noi in classe aveva scelto uno stato europeo e preparato in un quadernone apposito una ricerca su quello stato. La ricerca doveva contenere testo scritto sulla descrizione del paese, la sua storia, le forme di governo, le principali attività economiche, i confini e le curiosità e doveva essere corredata da disegni e cartina, che ricalcavamo con la massima precisione dall’atlante e possibilmente di foto, cartoline, riproduzioni grafiche sul paese. La mia ricerca era stata dedicata alla Danimarca!

Sicuramente i quaderni prodotti in quegli anni volevano mostrare un intento didattico in linea con l’insegnamento impartito e infatti i soggetti principali delle copertine di altri quaderni italiani trattavano la tecnologia, il lavoro, la storia naturale, la geografia e la storia. Non solo le cartiere Pigna uscirono con quaderni dedicati alla geografia, ma per ricordarne altri, anche “BELLEZZE D’ITALIA “dell’Ist. Italiano Arti grafiche che riportava immagini e descrizioni delle principali città e una serie di quaderni sui vari stati europei prodotti da Sterziana.

A questi si aggiungono molti quaderni che parlano di varie località dellpRTIOLARI COM E I QUADERNO GIRAMONDO PROSDOTTI SEMPRE DA PIGNA E ALTRI SULl’ Italia tradizionale editi, per esempio, dalla cartiera C.I.T. Oflito Torino e altre tipologie di copertine dedicate a momenti di storia, aspetti geografici del territorio, costumi e tradizioni locali.

[1] Dalla commissione istituita dal ministro Guido De Ruggiero nascono il 28 luglio 1944 i programmi del 1945 (D.M. 9 febbraio n.459 e D.L.gt 24 maggio n.549) per la scuola elementare ed anche materna.

[2] I programmi del 1955 vengono pubblicati dal Decreto Presidente della Repubblica 14 giugno 1955, n.503 Programmi  didattici per la scuola primaria. Ministro proponente Giuseppe Rufo Ermini