Il fotografo Scarpa, con studio a Valenza aveva dato la propria disponibilità per una fotografia di gruppo delle alunne della scuola elementare femminile di Felizzano e la cosa era stata accolta, dopo attenta riflessione, dal Sindaco che ne aveva informato il Regio Ispettore, il Direttore delle scuole e, a decisioni prese, anche la signora maestra affinché ne facesse edotte le proprie alunne e le rispettive famiglie.
La data era stata fissata da tempo e sul quaderno delle 49 alunne della classe femminile la maestra fece annotare il giorno dell’evento e dettate alcune opportune indicazioni sull’abbigliamento e la cura personale con cui le bambine avrebbero dovuto presentarsi quel giorno a scuola: pulite nella persona, in particolare con i capelli lavati e ben pettinati; abito delle occasioni importanti e con calze e scarpe ai piedi. Eleganti ma con sobrietà, senza inutili orpelli perché l’occasione imponeva serietà e decoro, come si conviene a delle scolare ben educate.
Si trattava, in breve, di far fare bella figura alla scuola e alla signora maestra, che tanto si prodigava per la loro educazione, nei confronti del Signor Sindaco e delle Signore del comitato comunale cui competeva il giudizio sulla qualità dell’educazione data alle bambine che, in quanto tali, avrebbero dovuto mostrare un abbigliamento curato, un’espressione seria, un atteggiamento di riservata modestia
La modestia – aveva letto la maestra dal libretto del Lanza per le scuole femminili delle campagne – è la virtù di tutte le anime ben nate e specialmente delle fanciulle e delle giovinette. Nella modestia ingenua e putibonda la giovinetta trova lo scudo più valido contro qualsiasi dimestichezza men che riguardosa. E poco oltre che: Il pudore è la principale e più preziosa dote di una fanciulla. Il pudore è quel senso di timidezza segreta e savia, di ripugnanza gentile per tutto ciò che può arrecare disdoro.
Per molte di loro quella era forse la prima fotografia che le avrebbe ritratte e quindi tutto doveva svolgersi nel più perfetto ordine. Sull’abbigliamento in ogni famiglia furono fatte scelte importanti dalle donne di casa e ogni bambina volle dire la sua. Quelle che avevano ricevuto una medaglietta premio per la condotta, i lavori donneschi o il profitto, non mancarono di esibirla e non poche questioni furono aperte sulle pettinature e la presenza nei capelli di fiocchi più o meno grandi
Anche la maestra visse la cosa come un evento importante, che la bandiera nazionale rendeva solenne, tanto da volere con sé la sua bambina.
Quando tutte furono al posto a loro assegnato dalla maestra, lo Scarpa diede le istruzioni necessarie alla buona riuscita della fotografia: Immobili al “ferme” e tali rimanere fino al “fatto !”.
Fece una prova e vista la bravura delle scolare passò allo scatto decisivo.
Forse le cose non andarono proprio così ma il risultato è quello che la foto ci mostra: un momento della storia della scuola elementare italiana di cento anni fa. UC


