SCUOLA DI DONNE di Giacomo Ceruti

1824
propr. Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia
propr. Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia

Giacomo Ceruti (Milano 1698 – 1767) noto  anche come il Pitocchetto per aver rappresentato nelle sue opere le figure più umili, i poveri, i pitocchi (gli accattoni, i mendicanti) della società del suo tempo, è un altro pittore che si aggiunge alla nostra ricerca di pittori di scuola.

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Lo ricordiamo in queste pagine per due quadri entrambi dedicati a donne che lavorano che mostrano delle giovani impegnate al tombolo, in una situazione che è ad un tempo un laboratorio, in cui si producono pizzi e merletti, ed insieme una scuola di cucito e di apprendimento della lettura.

In entrambi i quadri un ruolo centrale nella scena è infatti occupato da un libro: che in un caso è letto da una ragazza al gruppo delle compagne che sono intente al lavoro, mentre nell’altro la lettrice è una bambina che, più che leggere, sembra stia imparando a farlo con l’aiuto di una donna adulta che gli regge la mano e guida il dito con cui la piccola indica e accompagna via via le parole da leggere. In questo secondo quadro due sole ragazze sono  intente al lavoro ed altre due che non stanno lavorando sembrano aspettare il proprio turno alla lettura.

Siamo lontani nel tempo dalla nostra scuola come istituzione, ma i due quadri ci tramandano una scena di genere davvero rara, tenuto conto che siamo nella prima metà del XVIII secolo, quando ancora l’alfabeto in Italia era bel lontano da essere considerato utile per le ragazze, in generale e men che meno per delle popolane che si addestravano alla realizzazione di merletti.

Perciò, dando per scontato che le scene dipinte dal Ceruti siano immagini reali di vita e di lavoro, che ci facevano quei libri in un laboratorio scuola di tombolo ?

Forse la spiegazione sta nel lavoro femminile che il pittore ha rappresentato che, per quanto destinato alle mani di ragazze del popolo richiedevano  destrezza, ma anche qualche nozione di conteggio e di calcolo e la capacità di leggere, se non di appuntare,  istruzioni particolari che un lavoro avrebbe potuto richiedere.  Siamo cioè nel solco di quella formazione artigianale che, essendo prossima alla creazione dell’artista, richiede competenze non solo manuali.

Donne al lavoro (con la bambina che impara a leggere) quadro di 52 x 60 cm,  fa parte delle collezioni della Pinacoteca Tosio- Martinengo di Brescia.Il secondo quadro (con la bambina che legge e tutte le altre lavorano, ad eccezione della più piccola) misura 150 x 200 cm. ed è di proprietà privata.
Otto anni fa la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia espose molte delle opere della propria collezione in una mostra dal titolo “Da Raffaello a Ceruti”, curata da E. Lucchesi Ragni e R. Stradiotti al cui catalogo devo il piacere di aver scoperto un autore a me sconosciuto.

UC