
Questa mattina mi sono svegliata ed alzata prima del solito: è il 4 ottobre 1944, il primo giorno di scuola di questo anno scolastico che prevedo tribolato come l’anno passato e quello prima ancora. Mi chiamo Vittoria ed oggi entrerò per la prima volta da insegnante nella scuola del mio paese che mi ha visto piccola alunna diligente. I miei compaesani che mi han vista crescere ora si rivolgono a me rispettosamente chiamandomi “signorina maestra” e non mi par vero, quasi non fossi più quella stessa bambina che ha condiviso con loro fatiche e anche privazioni. Sono nata in questo piccolo centro dell’alta Valle Camonica nel 1916, nel pieno della prima grande guerra mondiale, mi sono diplomata a Brescia nel 1936 con non pochi sacrifici della mia famiglia per permettermi di studiare tanto lontana da casa e sto compiendo le prime esperienze di insegnamento nel caos e nella baraonda di una nuova, ancor più terribile guerra. Ma via, bando ai pensieri neri, voglio essere ottimista e fiduciosa in questo primo incontro con i nuovi piccoli alunni del mio paese.

Esco di casa e intraprendo la salita acciottolata che in pochi minuti mi porterà alla scuola. Mi giungono i suoni lontani dei campanacci delle mucche al pascolo nei prati, le voci di chi è già al lavoro nei campi per la raccolta delle patate e la concimatura dei terreni, l’aria è tersa e limpida, le montagne della valle fanno da corona al mio orizzonte lassù verso il Castellaccio e l’Adamello mentre mi accingo a salire la scala di pietra sconnessa che porta all’ingresso delle aule. Ho con me il grembiule nero che indosserò sopra i miei abiti per tutto il giorno, la piccola borsetta acquistata a Brescia subito dopo il diploma e la cosa più importante, il registro di classe che mi è stato consegnato in segreteria. Sarà mia cura compilarlo con attenzione e impegno quotidiani seguendo le indicazioni che riporta.

” Il giornale di classe deve essere lo specchio fedele dell’educatore. Deve essere compilato, perciò, con la maggiore diligenza e con la più scrupolosa attenzione, tempestivamente e in ogni sua parte, perché ciascuna di esse ha il suo significato e il suo valore. Come il maestro vedrà con l’uso, nel giornale non ci sono pagine superflue, né richieste inutili: ciò che vi è rimasto risponde alla esigenza di considerare il fanciullo, i suoi atteggiamenti, la sua intelligenza, le sue iniziative, la sua volontà, la sua coerenza e la sua assiduità nel lavoro, il suo carattere: fine ultimo al quale mira l’educazione”.
E ancora.
“Anche la cronaca e le osservazioni dell’insegnante sulla vita di scuola e sullo svolgimento dei programmi hanno un valore documentario non trascurabile se riflettono l’animo del maestro, la sua sensibilità di educatore e di studioso, di uomo e di cittadino. Essa non deve essere la elencazione di piccoli fatti o avvenimenti che non incidono sulla vita educativa della scuola ma la testimonianza genuina e sincera del travaglio spirituale dell’educatore e degli educandi insieme tesi nella conquista del loro mondo migliore”.
Da queste parole voglio lasciarmi ispirare nel profondo in questo lavoro che ho scelto e che mi ha già portato in numerose altre scuole della valle. Spero che sarò all’altezza del compito che mi attende.

Cronaca ed osservazioni dell’insegnante sulla vita della scuola e annotazioni del Direttore e dell’Ispettore
4 ottobre 1944
Primo giorno di scuola, mancano le chiavi, sono quindi ospitata nell’aula della collega.
Vedo i 35 alunni che mi saran discepoli e…compagni nel nuovo anno scolastico, ma nessuna comunione di spirito vi può essere perché…non siamo soli.
5 ottobre 1944
Stamane eravamo nella nostra aula, soli, a mo’ di S. Filippo Neri mi son fatta, tra liete grida, fanciulla coi fanciulli, sapientemente, mi son messa cioè in quello stato di spirito che solo mi ha permesso e mi permetterà di penetrare nell’animo dei miei alunni di conoscerne le tendenze e di farmi intendere.
Ho ricevuta l’impressione che siano bambini meno affezionabili degli alunni lasciati nei vari paesi ove ho precedentemente insegnato. Vedremo poi.
11 ottobre 1944
Con mio disappunto devo osservare che ho dei bambini abbastanza indisciplinati e chiassosi specie i piccoli del primo anno; sicuramente molto dipenderà anche dal numero poiché son ben 23 di 1ª classe.
Mi auguro migliorarli, hanno estremo bisogno.
18 ottobre 1944
Stamane abbiamo appeso un semplicissimo “Albo d’onore” pochi sono i nomi che vi ho potuto scrivere sopra. La lezione fa abbastanza bene poiché i più dotati di un po’ d’amor proprio si nascondono mortificati e confusi fra i banchi. In 2ª classe per le chiacchiere tiene il 1° posto E. .
21 ottobre 1944
Conosco ormai bene tutti i bambini affidatimi e posso permettermi senza tema di ricredermi un giudizio: elementi abbastanza mediocri nessuno spicca per intelligenza molti però per buona volontà, vedrò quindi di sfruttare questa dote. Ho alcuni elementi perturbatori quali un F., G., R. col fratello.
22 novembre 1944
Riunione d’insegnanti a P.. Sono stati letti temi da insegnanti precedentemente scelti. Mi sono commossa.


