RISCOPRIRE PER RITROVARSI

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Grembiuli bianchi con grandi fiocchi, i nostri erano rossi, per le bambine; grembiuli neri con fiocco azzurro per i bambini. L’ingresso per le femmine da un grande cancello in ferro di uno storico palazzo ottocentesco; per i maschi venti metri più avanti da un cancello più piccolo. Entrata e uscita da scuola, separate. Femmine e maschi salivano e scendevano le scale in silenzio e in ordine, separatamente. Era la metà degli anni cinquanta del millenovecento e con essa le prime esperienze di scuole elementari miste. Poche le classi in via sperimentale ed erano i genitori a stabilire per quale optare. La vivacità di queste facevano a gara con l’irruenza di quelle maschili o con l’eccessivo, silenzioso comportamento delle altre. Son passati gli anni e la promiscuità nelle aule è divenuta normalità. Amicizia, rispetto, rivalità nei risultati erano gli elementi alla base dei rapporti interpersonali. La presenza dell’insegnante al centro nel rispetto del suo ruolo.

Sempre però la figura delle bambine-allieve  è stata confinata nei suoi ruoli primordiali: studiare sì, ma mai dimenticare che il ruolo nella società sarebbe stato quello di madre, moglie, donna per la casa; e poi il resto, il lavoro, la sua crescita professionale, l’essere soggetto consapevole e portatore di una ricchezza propria del suo femminile erano sogni di là a venire. I tempi sono passati in fretta. Oggi la donna chiede di essere protagonista in ogni dove e di non essere sopraffatta. E la scuola ne deve essere promotrice, glielo si chiede ormai da trent’anni! Esistono ancora troppe scuole per l’infanzia in cui alle bambine si insegnano i vecchi mestieri femminili e ai bambini quelli ritenuti da sempre loro tipici! Ma saper maneggere un martello o un arnese metallico non è importante per loro quanto per un bambino imparare a mettere un pannolino ad una bambola? Sono manualità la cui acquisizione servirà in futuro ad ognuno di loro. Sviluppare il sentimento della parità di genere fin dalla tenera età è il presupposto per farli crescere nella consapevolezza di rispetto reciproco senza bisogno di sopraffazioni o eccessiva competitività.

Il voler correre dietro alle nuove offerte della tecnologia è diventata un’audace sfida anche nei bambini: l’appendice tecnologica è strumento di vanto e superbia nei gruppi e tra i  gruppi stessi. La scuola da tutto questo non può estraniarsi: I polpasterelli delle dita dei bambini si sono quasi lisciati a furia di picchiettare sulle tastiere dei telefonini: far riprendere ad usare  carta, matita, penna, colori è aiutarli a riscoprire la percezione del tatto.  I cinque sensi: tatto, gusto, udito, odorato, vista sono quasi divenuti estranei al corpo umano: di loro ce se ne rende conto in caso di smarrimento; a volte anche tardi. La vista, bene prezioso e insostituibile, si affatica e si indebolisce passando ore in solitario colloquio con un video, piccolo o grande che sia! L’udito si cancella con eccessivo uso di toni troppo alti o cuffie che strabordano solo rumori.

Deve esserci l’insegnante di musica fin dalle elementari che li guidi non tanto al canto corale quanto al riconoscere i suoni dei vari strumenti musicali che sviluppi in loro l’attenzione uditiva verso una musica meno frastornante e riequilibri i rumori troppo spesso travolgenti che ci circondano. Il gusto, che non sia solo olfattivo ma anche una qualità che faccia navigare le bambine e i bambini verso il bello: la ricerca del bello è un fine. Ricercarlo fin nelle piccole cose , riconoscerlo, apprezzarlo e difenderlo è una ricchezza che si acquisisce affinando le caratteristiche che la personalità di ognuno chiede di esprimere. Sfogliare un libro, come annusare un fiore odorarlo e gioirne, o ascoltare e riconoscere nelle sue componenti una bella musica, oppure allietarsi in un’empatia comune con amici e compagni,  è partecipare emotivamente alla loro bellezza. Aiutare i bambini a scoprire le qualità belle delle loro compagne e viceversa è avviarli a crescere verso una riva ove il rispetto e la consapevolezza profonda di una parità di genere sono le basi essenziali per un vivere insieme civile.