Segnalibri che passione

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Segnalibro Fim TOLa cartoleria che frequentavo da bambino, in via dei Pilastri all’angolo di via Fiesolana a Firenze, per rifornirmi di biglie di terracotta e il “bocco”, quella di vetro colorato a spicchi  che serviva a colpire le biglie avversarie e farle proprie, era gestita da una signora dall’aspetto sempre cupo e così malfidata che niente nella sua bottega era alla portata delle mani dei suoi clienti e tutto passava dalle sue alle nostre tasche o cartelle solo quando sul banco erano state depositate le lire del conto.
Per promuovere  il suo negozio ci forniva di un’antesignana fidelity card fatta da un cartoncino bianco che timbrava con un timbro del negozio – Cartoleria la Speranza – ogni cinque lire di spesa fatta. L’obiettivo era quello di avere almeno cinque timbrature che davano diritto a un segnalibro della FILA o di un’altra ditta con cui giocavamo  a “murino” . Il gioco consisteva nel lasciar cadere in terra a turno, un segnalibro tenuto appoggiato lungo un muro . Quando un segnalibro cadendo finiva sopra ad uno che era già in terra chi l’aveva tirato li faceva suoi entrambi. Vincere non era facile, occorreva una consumata abilità nel dare al segnalibro una leggera piegatura arcuata per fargli prendere aria in modo da non farlo finire alla base del muro e perciò facile preda di un avversario, ma di pilotarlo lontano verso un punto voluto sia per sfuggire a possibili prese, sia per catturare quelli degli altri giocatori.
Lo stesso gioco si faceva con ogni tipo di figurine disponibili allora e non solo con i segnalibri.

8 Segnalibro Fim TO

Di quei segnalibri non ne avevo più tra le mie cose, ma al mercatino delle pulci di piazza dei Ciompi a Firenze, al felice incontro di quelli  qui riportati, prodotti della FIM di Torino, la memoria li ha immediatamente riconosciuti per la favoletta illustrata e ridotta ai suoi minimi termini e per le lunghe partite del primo pomeriggio tra la fine della scuola e il tempo destinato a fare i compiti assegnati quel giorno per casa dal maestro.
A scuola le figurine non si dovevano portare, i segnalibri erano ammessi per la loro specifica funzione e questo ci permetteva durante l’intervallo di fare quegli scambi che il maestro non avrebbe permesso di fare se si fosse trattato di figurine dei calciatori. Scambi ammessi erano invece quelli degli animali, dei fiori, dei costumi, di storia, insomma di tutto quello che poteva passare come sussidio culturale utile ad integrare il lavoro di scuola, ma solo nell’intervallo e nel massimo ordine possibile, ogni eventuale discussione tra scambisti finiva con il sequestro immediato .

segnalibri FIM TO favole MunchRicordo a tutti che il museo potrà essere sempre più interessante se potrà ricevere i contributi di chi lo frequenta. La serie di questi segnalibri, ad esempio, non è completa perché composta da altri pezzi. Siete sicuri di non avere quelli che mancano per completarla ?
UC

ll barone di Munchhausen  è arrivato. Grazie !