
Se per alcune regioni i dati appaiono confortanti, non altrettanto si può dire per la gran parte delle regioni del centro-sud. Nel 1881 il tasso nazionale di scolarità, cioè il rapporto tra i minori compresi tra sei e dodici anni ed il numero degli alunni era pari a 57, infatti su 3.440.000 bambini solo 1.976.000 frequentavano la scuola.
Dati che mettono in evidenza un problema sociale oltre che di investimenti sulla scuola da parte dei Comuni e dello Stato.
Sono questi anche gli anni di Pinocchio che, a modo suo, ci da un esempio di una, ma forse la principale ragione per cui 1.976.000 bambini non andavano a scuola:
…
– A proposito, – soggiunse il burattino – per andare a scuola mi manca sempre qualcosa: anzi mi manca il più e il meglio.
– Cioè ?
– Mi manca l’Abbecedario.
– Hai ragione: ma come si fa per averlo ?
– E’ facilissimo: si va da un libraio e si compra.
– E i quattrini ?
– Io non ce l’ho.
– Nemmeno io, – soggiunse il buon vecchio facendosi tristo.
E Pinocchio, sebbene fosse un ragazzo allegrissimo, si fece tristo anche lui: perché la miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.
(ed. Paggi – Firenze 1883, p. 36)


