Piccole storie di maestre e maestri in una valle alpina, a cura di Monica Chiappini
PARTE SECONDA
La prima domanda (A): Perché hai scelto la professione di insegnante?
Lucia Tamini: Non ho scelto. I miei genitori conoscevano allora solo la Scuola Magistrale e quella ho frequentato. Mi sono così trovata per caso a fare l’insegnante. Solo in seguito mi sono veramente appassionata al mio lavoro.
Angela Dassa (Scuola primaria): Perché si poteva coniugare famiglia e professione.
Elena Rossini: Fu mio padre a decidere che dovevo diventare una maestra.
Lucia Bianchi (Scuola primaria, Anche Lucia dopo i primi anni di supplenza ha insegnato quasi sempre alle scuole elementari del suo paese. Ha sempre amato viaggiare e tuttora si dedica a lunghi viaggi in giro per il mondo): Terminate le scuole medie io avrei voluto iscrivermi a ragioneria ma i miei genitori mi indirizzarono all’insegnamento perché ritenevano che fosse la professione più adatta ad una donna, per questo, con il senno di poi, li devo ringraziare.
Margherita Rossini: Ho scelto la professione di insegnante perché mi ha sempre appassionato fin da bambina.
Giancarlo Maculotti: Innanzitutto ho scelto di frequentare l’Istituto Magistrale per due motivazioni abbastanza banali. Primo perché era un corso di studi di soli quattro anni e in questo modo potevo arrivare al diploma più rapidamente e non essere a carico della famiglia numerosa per troppo tempo. Punto secondo perché una insegnante delle elementari che mi conosceva, anche se non era la mia insegnante, ha consigliato la mia famiglia di scegliere per me un corso di studi umanistico, piuttosto che un percorso professionale, al quale, come figlio di un operaio e primo di sei figli, ero naturalmente destinato. La professione di insegnante l’ho scelta dopo, nel pieno insuccesso del mio corso di studi in prima magistrale. Rimandato in prima in tre materie, ho deciso che nessuno mi avrebbe impedito di arrivare al diploma perché, in un modo o nell’altro, ci sarei arrivato comunque. Il corso di studi Magistrale mi piaceva molto per tutte le discipline nuove che potevo studiare e l’idea di poter insegnare cominciava ad essere per me una grande attrazione.
Sandra Bianchi: Sinceramente sono arrivata a questa professione un po’ per caso. Finita la terza media potevo frequentare qualsiasi scuola, alla fine ho scelto l’Istituto Magistrale per le materie di studio che prevedevano filosofia, pedagogia, psicologia e verso le quali provavo una certa attrazione.
Solo in seguito, durante il mio percorso lavorativo, mi sono convinta che fosse una professione unica nel suo genere, in grado di donarti molto e allo stesso tempo ti permetteva di fare la tua parte nel mondo, partendo dai bambini, dai futuri cittadini. Loro erano e sono la parte speciale della società, quella che ti sorprende ogni volta, che non ti annoia e delude mai.
Alberto Moreschi: Ho scelto di vivere la professione di insegnante perché ritenevo di essere in grado di trasmettere ai ragazzi la passione con cui mi ero relazionato con i compagni della mia infanzia e adolescenza. Quando ciò che facciamo ci dà soddisfazione, rende bella, felice e quasi necessaria la nostra presenza.
Fausta Pina: È sempre stato il mio desiderio però per vari motivi, non ultimo un’amica che mi ha convinto a scegliere un percorso di studi più breve e più facile perché così avremmo aperto insieme un negozio di borse e di scarpe ed avremmo guadagnato velocemente. All’inizio ho scelto un’altra strada, solo più avanti quando ho capito che dovevo realizzare il mio desiderio ho frequentato la Scuola Magistrale.
C: Ho seguito il consiglio di mia sorella suora e ho conseguito il diploma di abilitazione all’insegnamento del grado preparatorio.

Seconda domanda (B) Quando hai iniziato ad insegnare?
Angela: nel 1969.
Lucia T.: Mi son diplomata nel 1959 e ho incominciato quasi subito con l’interscuola a Galleno organizzata dal Comune di Corteno Golgi e con le varie supplenze.
Elena: Nel 1958.
Lucia B.: Iniziai come supplente nel 1974 e per molti anni girovagai in tanti paesi della valle da Lombro a Doverio a Corteno a Santicolo a Galleno a Sonico e tanti altri. Finalmente entrai di ruolo la mia sede fu Angolo Terme, l’anno successivo ottenni il trasferimento a Corteno Golgi dove insegnai fino all’anno 2011 quando andai in pensione.
Margherita: Ho iniziato ad insegnare appena diplomata, nel 1968.
Giancarlo: Dopo il diploma, raggiunto a Breno, comunque in quattro anni e con risultati discreti, mi sono subito preparato per il concorso magistrale. I concorsi, a quei tempi, si facevano regolarmente ogni due anni. Ho avuto la fortuna di diplomarmi nel 1968 e di potere partecipare allo scritto nel novembre dello stesso anno e quindi fresco di studi. Ma la preparazione per la parte scritta non si è limitata al ripasso di alcuni libri che già avevo studiato alle magistrali. Un’amica di famiglia, preside nel Cremonese, mi passò la sua fornita biblioteca pedagogico-didattica e cominciai presto a studiare e leggere i libri che mi sembravano più adatti per la preparazione del concorso. Superato lo scritto, preparandomi totalmente da solo, la sfida era quella di riuscire a superare l’orale. Se ricordo bene venni interrogato a Brescia nel maggio del 1969 e con un pizzico di fortuna si aprì per me la porta della scuola come insegnante di ruolo, il primo ottobre dello stesso anno. Ero stato assegnato alla scuola di un piccolo plesso dell’alta Valle Camonica: una pluriclasse che comprendeva prima e quinta.
Sandra: Ad insegnare ho iniziato nel 1980.Era una supplenza annuale, con nomina dal Provveditore agli studi di Brescia. Mentre in ruolo sono entrata nel 1983 dopo aver vinto il concorso.
Alberto: Dopo alcune supplenze, l’incarico annuale nell’ottobre 1964.
Fausta: Nel 1969 in una scuola privata.
C.: Ho iniziato tardi e ho finito presto per motivi familiari. Ho iniziato a Odecla, frazione di Malonno, nel 1967 ed ho finito nel 1988.



