1891 – 1895

1731

Il ministro della P.I. Guido Baccelli è rimasto famoso nella storia della scuola elementare per la sua frase: Istruire il popolo quanto basta, educarlo più che si può. Questa era la sintesi del suo intendere il ruolo della scuola primaria. Lo disse in Parlamento e lo scrisse nella relazione al Re che accompagnò i programmi e le relative istruzioni del 1894. Queste ultime rimasero, di fatto, quelle di Gabelli. Quanto al regolamento, le novità riguardavano il lavoro e la retribuzione degli insegnanti.

E’ in questi anni che si afferma l’uso della pagella, comunque denominata, anche nella scuola elementare. Non in tutti i comuni, ma in quelli che potevano vantare un basso livello di analfabetismo, una crescita economica legata alla prima fase dell’industrializzazione in Italia, la presenza di una classe operaia consapevole del proprio ruolo sociale, che aveva sviluppato una realtà culturalmente attiva e maturato e interiorizzato un’idea della scuola, quella dei piccoli, come un investimento e non una spesa. E’ la scoperta diffusa della scuola anche per chi prima l’ignorava o la respingeva.

La pagella diventa il modo con cui si partecipano le reciproche responsabilità tra amministratori, insegnanti e genitori, con le regole e le leggi riportate all’interno della pagella, compresi i doveri degli alunni. La comunicazione dei risultati, in genere allora mensili o bimestrali, muove il coinvolgimento della famiglia verso lo svolgersi delle attività scolastiche, sia pure nelle forme possibili nelle diverse classi sociali.

Per il bambino è un primo approccio al rapporto: regole-responsabilità personali.

891-895F