Titolo originale: Taare Zameen Par
Paese: India
Anno: 2007
Film a colori
Durata: 165 minuti
Genere: drammatico
Regista: Aamir Khan
Sceneggiatore: Amole Gupte
A volte è complicato comprendere come i bambini percepiscano ciò che accade intorno a loro. Alcune grandi difficoltà che incontrano possono essere scambiate dagli adulti per semplici capricci. È questo che accade al piccolo Ishaan, il cui disturbo dislessico viene erroneamente confuso con una mancanza di applicazione e interesse nella scuola, tanto da parte dei genitori quanto degli insegnanti.
Le personali difficoltà, unite alla mancata comprensione di chi dovrebbe aiutarlo a superarle, portano davvero Ishaan a rifiutare la scuola, costantemente rimproverato e insoddisfatto. La sola soluzione che i genitori vedono è quella di iscriverlo a un collegio, credendo che il confino in un contesto dedito esclusivamente all’apprendimento migliorerà il suo rendimento.
La condizione contribuisce invece ad inasprire lo stato d’animo del bambino: anche qui i risultati faticano ad arrivare e la condizione emotiva dell’incompreso Ishaan peggiorerà sempre più.
Tutto cambia con l’arrivo del maestro di arte Nikumbh, anche lui da piccolo affetto da dislessia e attualmente impegnato nell’insegnamento a bambini con difficoltà motorie e mentali. Egli riconosce subito il vero problema del suo studente e riuscirà ad aprire una breccia nel bambino, isolato dal mondo intorno a sé.
Ma la parte difficile sarà convincere i genitori (il padre in particolare) e gli insegnanti che Ishaan è affetto da un disturbo dell’apprendimento e che col necessario aiuto può superare l’anno scolastico.
Anche Bollywood ci racconta la storia di un insegnante che si scontra con un sistema fallace, basato su un arrivismo di matrice darwinista che non ha il minimo interesse verso quello che i bambini pensano o provano, né tanto meno nel permettere loro di esprimersi coi propri veri talenti indipendentemente dal fatto che essi costituiscano un qualche vantaggio o forma di utilità nella società moderna.
Genitori che proiettano la propria competitività e le proprie aspirazioni sui figli, desiderando disperatamente che siano dei vincenti. L’ambizione paterna è traslata nel sistema d’insegnamento, da cui si aspettano che i bambini vengano “programmati” per un rendimento ai massimi livelli nella scuola e, conseguentemente, la massima competitività nelle successive sfide del mondo civilizzato, per raggiungere un effimero ideale di successo. Quello che conta è essere i migliori sempre e comunque.
Questo è particolarmente vero in una società come quella indiana, dove l’alto tasso di popolazione e la forte influenza ancora esercitata dall’antico sistema delle caste rendono difficile la possibilità di emergere del singolo individuo, e l’autoaffermazione un’aspirazione spasmodica.
Una tale concezione dell’educazione non ha spazio per chi necessiti di maggiore supporto o manifesti particolari abilità in ambiti che non vengono riconosciuti di alcuna utilità nell’ideale moderno di società e successo.
Nikumbh si scontra quindi con un padre intransigente assolutamente non comprensivo, per cui il mondo è bianco o nero, e il bianco è la sola via da percorrere, la via del successo. Questo si estende nell’istituzione scolastica, in cui professori e direttore non vedono altro che “Regole, disciplina, impegno”, i tre pilastri del successo alla base dell’istruzione enumerati dal maestro Tiwari. Non c’è ragione per una materia come l’arte, dove ciò che conta è l’espressione del sé, delle proprie emozioni.
Fortunatamente Nikumbh non si arrende a tutto questo e salverà il piccolo Ishaan dalla depressione, tirando fuori l’enorme talento per l’arte che il bambino possiede e risollevando allo stesso tempo i suoi risultati scolastici, utilizzando proprio quell’attitudine artistica, considerata inutile dal padre, per superare gli ostacoli eretti dalla dislessia.
Nel processo l’insegnante riuscirà anche a coinvolgere tutto il sistema retrogrado del collegio e i suoi stessi pragmatici colleghi, facendo capir loro quanto il resto della vita, delle capacità e delle emozioni contino e abbiano un impatto diretto anche sui risultati a cui tanto tengono.


