Come ormai tradizione, il Museo della Scuola propone una mostra estiva nella sede di Firenzuola.
Dopo:
La Cartella di Cartone nel 2014;
Sui banchi di Scuola nel 2015;
Penne e Pennini nel 2016;
Sogni ed eroi dei nostri nonni nella narrativa delle biblioteche scolastiche nel 2017;
Pollicino, l’abbandono nell’infanzia nel 2018;
e La Natura nelle Tavole didattiche sempre nel 2018;
questa estate la mostra avrà per tema:
Ago, Ferri e Uncinetto, Cento anni di lavori femminili nella scuola primaria.
Nella mostra – che sarà aperta dal 26 luglio al 28 agosto – ci saranno pannelli che raccontano e illustrano cosa era proposto, indicato e obbligato nei programmi per le scuole femminili. Mentre in diverse teche saranno presenti i libri ai quali le maestre facevano riferimento e alcuni campioni originali di esercizi svolti dalle bambine.
Alla mostra si collegano poi delle attività A VEGLIA che si svolgono tutti i mercoledì, dalle 21 alle 23 a partire da mercoledì 31 luglio fino al mercoledì del 28 agosto.
Il mercoledì 31 luglio sarà una Veglia in cui Si RACCONTA: I problemi di matematica e i lavori donneschi; I lavori femminili tra utilità e morale; Le classi femminili al servizio dei soldati al fronte nella prima guerra mondiale. Questo per il mese di luglio, mentre per i 4 mercoledì di agosto saranno Veglie in cui Si FA, dove signore esperte insegneranno a fare ricami, usare i ferri a maglia e a far cose con l’uncinetto.
Tra le cose da esporre avremmo voluto presentare i vari lavori che le bambine fecero per i soldati ma, pur avendo cercato ovunque fosse possibile, non siamo riusciti a trovare niente. Tuttavia abbiamo avuto la fortuna di trovare un opuscolo dell’Editrice Lattes del 1915 di Lidia Morelli, titolato Lavori per i nostri Soldati dal quale abbiamo chiaramente capito di che cosa si trattava il lavoro che per tre anni ha occupato gran parte delle ore dei lavori femminili.
Non abbiamo trovato niente di fatto, ma ci farebbe comunque piacere mostrare lo stesso un passamontagna, una cintura , i calzini, pantofole di riposo e tutto il resto che Lidia Morelli indicava.
Il nostro è perciò un invito, a chi si sente di realizzare qualche capo da portare alla mostra, a contattarci.
Per aiutare chi voglia far parte di questo invito, diciamo che il museo della scuola vive del volontariato dei soci e degli amici e noi saremmo felici di trovarne altri che ci diano due mani per i ferri da maglia e dell’uncinetto e poi, una mano da stringere.
Intanto forniamo l’opuscolo integrale di Lidia Morelli in pdf.
Per contatti:
[email protected]
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