Con il secondo diorama di un’aula di scuola elementare siamo nell’anno scolastico 1935 – 1936.
L’aula è ormai quella tradizionale per gran parte delle scuole italiane: ambiente ampio tanto nella superfice quanto in altezza, finestre sufficienti a garantire luce naturale in tutto il locale e con un vasistas per il ricambio di aria, Le dotazioni sono quelle standard per un’aula di scuola elementare: Armadio, lavagna, carte geografiche, banchi a due posti per 30-35 alunni, fotografia del Re e quella di Mussolini che di fatto aveva escluso in molte aule quella della regina Elena, crocifisso; i sussidi didattici per la matematica (strumenti di misura e solidi geometrici) ed espositori che illustravano alcune attività lavorative proprie del mondo rurale importanti per l’economia italiana (canapa, lino, lana, seta, le api e il miele, il vino, il tabacco e l’olio).
Nelle aule urbane è presente un altoparlante collegato ad una radio che dall’ufficio del Direttore didattico trasmette programmi e notizie, nelle scuole rurali lo stesso avviene con un apparecchio Radio Balilla.
Due anni prima tutte le scuole elementari d’Italia, anche quelle dei grandi centri urbani ancora rimaste nella gestione comunale erano diventate statali. Nel 1934, erano stati emanati nuovi programmi di studio e nella scuola elementare era entrata una nuova materia: la cultura fascista unita alle “nozioni varie” nei primi tre anni di scuola e nella “storia “ in quarta e in quinta classe.
Un anno scolastico il 1935-36 pieno di eventi come la guerra d’Etiopia, quella di Spagna e delle “sanzioni economiche della Società delle Nazioni contro l’Italia, tutti fatti che entrarono nel tessuto profondo della scuola permeando al massimo grado l’indottrinamento fascista verso quegli ideali di violenza che sfoceranno nel disastro della seconda guerra mondiale.
Ma la scena è ancora alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico.
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