Il cinema sul banco (1940 – 1950)

1892

Il cinema del dopoguerra italiano viene ricordato come il periodo del neorealismo, perché i film che vengono prodotti rifiutano il formalismo e il conformismo borghese delle pellicole degli anni Trenta e presentano situazioni e personaggi tratti dalla realtà contemporanea. In quegli anni vengono prodotti numerosi film in bianco e nero, diretti da persone che rimarranno nella storia del cinema: Rossellini, Visconti, De Sica, Germi e molti altri. Accanto a questi film di impegno sociale, subito dopo la guerra (1945) continuano ad essere prodotti film più leggeri (come Abbasso la miseria, con Anna Magnani). Escono cartoons (come I tre caballeros, di Disney), film storici (come I dieci comandamenti), commedie e tanti altri.
Fra il 1945 e il 1950, solo in Italia vengono realizzati centinaia di film e ben presto si assiste al passaggio dal film visibile nelle sale cinematografiche, alla scuola.

Un passaggio che si presenterà anche attraverso i quaderni scolastici e che, in questo caso, utilizzerà principalmente due tipologie di immagini e informazioni. Arrivano in classe quaderni che riportano in prima pagina un fotogramma del film a cui si riferiscono e, nell’ultima, raccontano la trama. (molti di questi rappresentano opere di Walt Disney).
Altre serie di quaderni riportano nella quarta di coperta una o più immagini che spiegano parti del film (talvolta sono quaderni a puntate), utilizzando la tecnica del fumetto o usando fotogrammi in sequenza. Alcuni quaderni poi, come Le bugie hanno le gambe corte inseriscono la sequenza dei disegni in una striscia che simula il nastro della pellicola.
Il cinema del dopoguerra affascina e diventa un punto di divertimento, di cultura, di intrattenimento per adulti e ragazzi. Giacinto Galbiati (1908-1992) era un illustratore di libri per bambini e realizzò anche una serie di quaderni che – attraverso sequenze di immagini senza parole -, faceva allusione al cinema perché i disegni erano sistemati seguendo l’ordine di una pellicola cinematografica. La serie Le avventure di Giannetto la troviamo nel secondo dopoguerra.

La film storici, Cine Juventus (BCM), propone una serie di quaderni che simulano il cinematografo, presentando delle immagini in forma di pellicola. Sulla copertina di un quaderno si legge: “I nostri operatori con accorgimenti specialissimi, sono riusciti a girare, attraverso i secoli, interessantissimi film, sui più importanti avvenimenti della storia”. Nel “film” La battaglia di Milazzo nella prima pagina si vedono i bambini che guardano una scena del film e, nella quarta di coperta, c’è la storia della battaglia di Milazzo, illustrata e descritta

Il cinema prende piano piano spazio nella scuola. I quaderni presentano non soltanto dei film usciti sul grande schermo o traduzioni di eventi e di storie attraverso vignette in stile cinematografico, ma raccontano che fare cinema è considerato un’aspirazione degli adulti ed anche dei bambini.
Come ben si legge nel quaderno che mostra tre bambini che simulano la ripresa di una scena riferita ai film su Romeo e Giulietta, che traspone l’opera teatrale di William Shakespeare: “Pronti a posto si gira! La scena è perfetta / Tonio fa il Romeo, Anita la Giulietta”. La rielaborazione di Romeo e Giulietta in versione cinematografica non è una novità, Un film sulla storia dei due amanti appare già nel 1900, poi ci saranno almeno una quarantina di altri adattamenti. I più famosi sono quelli del 1936 (regista Irving Thalberg, con musiche di Leonard Bersthein) che vinse dieci Oscar e quello di Franco Zeffirelli (1968, due Oscar).

Sempre nel secondo dopoguerra appaiono diverse copertine (questa volta a colori) legate ai film usciti negli anni precedenti, come Il principe e il Povero (1937), Pinocchio (1940), Giovanna d’Arco (1948) che diventano anche quaderni “a puntate”, con l’ultima pagina di copertina che narra una parte del film. Narrare il film, presentare i personaggi, mostrare alcune scene, era anche quello che avveniva nelle copertine tratte dai film Sansone e Dalila (1949), o dal primo film di animazione italiano La rosa di Bagdad (1949), che diventa subito un quaderno scolastico (Cartiere Pigna, 1949).

Anche Lo scrigno delle sette perle (Disney, uscito nel 1948, in Italia dal 1951) avrà una serie di quaderni contraddistinti da un’immagine nella prima pagina e dal riassunto del film sull’ultima (con a lato, la tavola pitagorica). In questo caso le fotografie lasciano il posto ai disegni illustrativi, anche se non sono ancora dei fumetti veri e propri.

 

 

Nel 1951 alla mostra del cinema di Venezia viene presento Alice nel paese delle meraviglie, che diventerà subito copertina di una serie di quaderni. Così come lo diventerà Pinocchio, primo film di animazione di Disney sul burattino o Fantasia (uscito nel 1940 e in Italia nel 1946), o per Bambi (1942 – 1948), o per altri film usciti anche prima della seconda guerra mondiale, ma che arrivano solo nel dopoguerra in Italia (Biancaneve e i sette nani, Pinocchio, Cenerentola…). Le cartiere Burgo presentano una serie di quaderni a uno, due o più colori con personaggi dei filmati di Disney come Dumbo e la strega (1946), un Dumbo che precede l’uscita del film stesso (che è del 1941, in Italia nel 1948),
I quaderni con le illustrazioni di Cenerentola, di Alice nel paese delle meraviglie o di Bambi sono pensati come una serie di immagini a puntate che illustrano separatamente le varie fasi del film.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei successivi anni Cinquanta avvengono molti cambiamenti nella comunicazione attraverso le immagini: nel cinema la nascita del Cinemascope e dei film in 3D; nelle famiglie la presenza della televisione, che comincia ad essere più diffusa; nella società la presenza sempre più marcata della pubblicità di prodotti di vario genere.