Sopra e sotto il banco (1952 – 1955)

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I bambini che andavano a scuola negli anni Cinquanta cominciavano ad assaporare il piacere di leggere fumetti, senza essere sgridati. C’erano molte pubblicazioni per bambini che avevano tirature piuttosto alte ed avevano fra i loro collaboratori disegnatori molto bravi. Certo, una cosa era leggere fumetti a casa, un’altra farlo a scuola. Ma fra la scuola e la casa c’era un ponte, ed era rappresentato dai quaderni a fumetti.

Guido Zamperoni (1912-2003) era un fumettista che fino dagli anni Trenta del secolo scorso, aveva realizzato importanti trasposizioni a fumetti delle opere di Dumas o di Salgari. Nel dopoguerra disegna una serie dedicata a Zorro, alcuni dei primi fumetti di Tex e costruisce il primo lungometraggio animato italiano (La rosa di Bagadad). Fra le tante sue produzioni a fumetti, non potevano mancare i quaderni per la scuola. La serie Mastro carabina (stampata dalle cartiere Pigna di Alzano Lombardo), racconta le “favolose gesta del re dei cacciatori, il cui tallone ha calcato la schiena di moltissime belve”. Una lettura all’epoca affascinante che prevedeva l’uccisione di animali esotici come leoni, aquile reali, coccodrilli… Episodi che offrono modelli culturali che farebbero oggi inorridire non solo gli animalisti.

 

Un episodio di Mastro Carabina (Museo della Scuola)

Le avventure di Flip era un’altra delle serie da lui realizzata (sempre Pigna), con quaderni abbastanza conosciuti dai bambini dell’epoca: Flip alla pesca, Flip e i panini, Flip e l’osso, Flip e il pollo; Flui e lo zucchero. Flip va alla pesca, sono tutti titoli che fanno pensare ad avventure che nascono nel quotidiano. Le vignette sono ancora monocromatiche (rosse, blu, marroni o versi) e geometricamente delimitate (da rettangoli o quadrati, disposti su più linee).

 

 

I quaderni con Le avventure di Flip, disegnati da Guido Zamperoni

Vale la pena rivedere anche Le nuove straordinarie avventure di Bill Boll Bull (sempre delle cartiere Pigna), con il personaggio Bill, che è un ragazzino con un grande cappello stile scout ed un grande fazzoletto verde al collo che trova sempre il modo di risolvere dei problemi che gli adulti non sono capaci di compiere. Come in La corsa nel baratro o Il faro spento, dove Bill evita ad un peschereccio di schiantarsi sulla scogliera, a causa del faro che non ha più petrolio per la luce. Ed alla fine di ogni racconto, dicendo: Anche oggi la buona azione è fatta”, si fa il nodo al fazzoletto verde.

 

Quaderno a fumetti disegnato da Guido Zamperoni (Museo della Scuola)

Sandro Angiolini (1920-1985) era un altro fumettista che, agli inizi degli anni Cinquanta, illustrò per l’editore Dardo le copertine di diversi quaderni scolastici. Nel 1952 realizzò una serie di fumetti per il mensile Chicchirichì con personaggi che si ritrovano poi anche sui quaderni scolastici. Una delle caratteristiche dei sui disegni è quella di presentare i fumetti a puntate. Il cannocchiale dell’avvenire, è una serie che ha come protagonista il galletto Chicchirichì. In Il salvataggio di Fort Coast, racconta le avventure di un eroico Becco Bill, che è un cow boy che beve solo latte e combatte trafficanti i disonesti.

 

Quaderno con fumetti a puntate disegnato da Sandro Angiolini (Museo della Scuola)

Nel 1954 esce la serie di Jolly Durbans, un altro eroe del west, disegnata da Lenti (Cartiere Binda, Milano) in otto episodi. Qui le storie sono fra il fumetto e l’illustrazione: le sequenze di immagini sono sottoscritte da un lungo testo che riassume gli avvenimenti, come in La caverna dei banditi, dove l’eroe che si chiama Jolly Durbans cattura dei ladri di cavalli, i quali, camuffando il marchio impresso a fuoco, si impossessano degli animali dei coloni. L’avventura finisce con il ritorno trionfale di Jolly, il quale restituisce i cavalli ai legittimi proprietari e sorride “per la vittoria, con un luminoso sorriso Durban’s”. E qui si capisce il perché dello strano nome dell’eroe che è stato disegnato per vendere i dentifrici Durban’s.

La caverna dei banditi, un racconto illustrato dell’eroe del West Jolly Durbans (Museo della Scuola)

La Durban’s produce in quegli anni anche altre serie come I piccoli esploratori Durban’s, dove due fratellini (Franco e Liù), dopo essere risaliti incolumi da un fondale marino “con un ricco bottino di ostriche e di perle, sorridono di gioia mostrando i candidi dentini che quotidianamente curano e lavano con …). Nella serie dei quaderni di Durbans c’è un’altra curiosità: nelle pagine interne della coperta appaiono nella prima immagini coni consigli per l’igiene (“usate il dentrificio Durban’s come vi abbiamo insegnato…” e nella seconda, le avventure di “un bambino buono e bene educato” che aiuta le vecchiette, i ciechi o gli uccellini caduti dal nido … Insomma, come non si fa ad accogliere a scuola un quaderno illustrato in modo così costruttivo e pieno di buoni propositi educativi? E poi, non si trattava neppure di un fumetto, perché le scritte non si leggono all’interno delle immagini. Qui siamo ancora all’idea tradizionale dei primi “fumetti senza fumetti” che apparvero in Italia con il Corriere dei piccoli, supplemento domenicale al Corriere della sera, già nel 1909. I cartoons americani furono riadattati nei nomi dei personaggi (ad esempio, Jiggs and Maggie, diventarono Arcibaldo e Petromilla) e nella forma, perché i testi, anziché essere inseriti nelle immagini, venivano sostituiti da versi in rima baciata sistemati sotto l’immagine.

Nei primi anni Cinquanta i bambini potevano acquistare anche i quaderni della serie Non è mai troppo tardi che riportavano immagini sulla prima e sull’ultima pagina di copertina (oltre alla tavola pitagorica). La serie aveva un chiaro intento didascalico ed ogni quaderno era dedicato ad un tema: Gli uccelli, Imprudenza, Lo sport, Le artiglierie, Navigazione aerea… Non si tratta anche in questo caso di veri e propri fumetti, ma di una sorta di enciclopedia illustrata o di racconti disegnati, senza parole.

Altre serie di quaderni riportavano storie con immagini in sequenza (come L’accendisigari miracoloso o Le bugie hanno le gambe corte) o Favole illustrate (cartiera Sterziana) o Indovinelli (Cartiere Cisa). Ci sono copertine che cercano di avvicinare la sequenza disegnata al cinema di animazione, come nella serie dedicata a Pierino (1948, cartiere F.B. di Padova), era un quasi fumetto (una storia in sequenza di immagini senza ballons) sistemato nella prima pagina. L’ultima conteneva ancora la tavola pitagorica e la storia di Pierino in rima baciata: “Mamma Betta dà un consiglio/Ogni giorno al proprio figlio…”, come i fumetti italiani dell’inizio del secolo scorso.

Le bugie hanno le gambe corte (Museo della Scuola)

In quegli anni Cinquanta il rapporto fra riviste per ragazzi e quaderni di scuola a fumetti era molto stretto. Riviste con fumetti già erano presenti sul mercato, come Il monello (1933, Editoriale Universo), Intrepido (1935, Casa Editrice Moderna) o come la rivista a fumetti L’avventuroso (1934, Nerbini), Il Vittorioso (1937, delle edizioni cattoliche AVE), che contenevano storie illustrate con le avventure di Gordon, Cino e Franco, Dick Fulmine, Mandrake, L’uomo mascherato, Tex Willer e tanti altri ancora. La rivista Vera vita (Napoli) stampava anche quaderni per i bambini dove un topolino “vuole istruirsi per diventare un ragazzo” Dalle riviste ai quaderni il passo è corto. Il vittorioso non manca di riportare alcuni suoi nelle copertine dei quaderni i personaggi e i fumetti apparsi sulla rivista.

Ovviamente, chi ha utilizzato di più questa vicinanza fra rivista per bambini e quaderni di scuola sono stati i fumetti di Walt Disney. Questi fumetti erano arrivati in Italia nel 1930, con una storia (Le avventure di Topolino nella giungla) pubblicata sulla Gazzetta del popolo. Nel 1932 esce la rivista Topolino (Nerbini) e nel 1937 Paperino (sempre della Nerbini). Topolino è la principale pubblicazione italiana di Disney, edita nel formato giornale dal 1932 al 1949 e dopo in formato libretto. Dal 1949, sono stati pubblicati oltre 3000 numeri con storie scritte e disegnate ogni settimana da artisti italiani. Fra i tanti quaderni di scuola che provengono dalla Disney, troviamo agli inizi degli anni Cinquanta, i fumetti de Il lupo cattivo, Lupetto, Penna Bianca, Buci e tanti altri … Questi quaderni riportavano le storie a fumetto su tutte e quattro le pagine della copertina (a colori all’esterno e monocromatica all’interno)

                

La prima e la terza pagina di un quaderno Disney (Museo della Scuola)

 

 

 

 

 

 

I ragazzi che andavano a scuola in quegli anni tenevano spesso sopra il banco i fumetti sulla coperta del loro quaderno. Il quaderno passava spesso di banco in banco per una lettura condivisa e … autorizzata. E c’erano anche diversi bambini che si portavano a scuola una rivista “per bambini” con i fumetti. Se venivano scoperti potevano sempre spiegare che quello che stavano leggendo di nascosto era lo stesso fumetto che stava in bella vista sul banco, nella copertina del quaderno “di bella”.

In quegli anni continuano ad apparire anche quaderni che riportano alcuni cartoni animati di Walt Disney, sia quelli degli anni Quaranta (Biancaneve e i sette nani, che è del 1937), Pinocchio (1940), Fantasia (1940), Dumbo (1941), Bambi (1942), sia quelli legati ai cartoons disneyani dei primi anni Cinquanta: Cenerentola (1950), Alice nel paese delle meraviglie (1951), Le avventure di Peter Pan (1953), Lilli e il vagabondo (1955).