A scuola nel 1881 su 3.440.000 bambini tra i sei e dodici anni che avrebbero dovuto frequentarla solo 1.976.000 ci andavano più o meno regolarmente, gli altri non ci andavano per niente perché la scuola non era tra quei bisogni primari a cui doveva dare una risposta quotidiana la maggior parte del popolo italiano di allora.
E poi …
– Ma per andare a scuola ho bisogno di un po’ di vestito
Geppetto, che era povero e non aveva in tasca nemmeno un centesimo, gli fece allora un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d’albero e un berrettino di midolla di pane.
Pinocchio corse subito a specchiarsi in una catinella piena d’acqua e rimase contento di sé, che disse pavoneggiandosi: – Paio proprio un signore
– Davvero – replicò – Geppetto perché, tienilo a mente, non è il vestito che fa il signore, ma è piuttosto il vestito pulito.
– A proposito, – soggiunse il burattino – per andare a scuola mi manca sempre qualcosa: anzi mi manca il più e il meglio
– Cioè ?
– Mi manca l’Abbecedario.
– Hai ragione: ma come si fa per averlo ?
– E’ facilissimo: si va da un libraio e si compra.
– E i quattrini ?
– Io non ce l’ho.
– Nemmeno io, – soggiunse il buon vecchio facendosi tristo.
E Pinocchio, sebbene fosse un ragazzo allegrissimo, si fece tristo anche lui: perché la miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.
(da: C.Collodi, Pinocchio, ed. Paggi – Firenze 1883, p. 36)
Geppetto che alla scuola ci credeva, per comprare l’abbecedario e mandarci Pinocchio, dovette privarsi della sua giacchetta tutta sdrucita e rattoppata. In realtà non era solo dell’abbecedario che Pinocchio avrebbe dovuto fornirsi per frequentare la scuola, ma anche di una lavagnetta di ardesia e la relativa matita sempre di ardesia, o un pezzetto di gesso, per esercitarsi sull’alfabeto senza sprecare carta.
Qualche mese dopo, gli sarebbero serviti un quaderno e una penna. Mentre nel secondo e terzo anno della scuola, già obbligatoria, avrebbe dovuto avere anche un libro di lettura e quelli di grammatica e di aritmetica. Della cartella si poteva fare a meno e un pezzo di spago era altrettanto utile a tenere insieme quelle poche cose che servivano ad uno scolaro di quegli anni.
In aiuto dei più poveri il Comune e il Patronato Scolastico cercavano di provvedere ma, come è facile immaginare, questi aiuti erano praticamente inesistenti in quelle realtà sociali nelle quali, più che altrove, ce ne sarebbe stato bisogno. A questo, sappiamo da cronache di scuola anche in tempi a noi recenti, sopperivano molte maestre e maestri con i propri libri e inventandosi i più economici marchingegni didattici di riciclo o, non d rado, provvedendo di tasca propria.