La Scuola Matteotti

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Ho fatto la scuola elementare nei primi anni ‘70 alla Matteotti di Firenze, con il maestro Giorgio Poggi. Scriverne a distanza di cinquant’anni e a più di trent’anni dal mio ultimo incontro con il maestro è un esercizio rischioso ma ho conservato una importante memoria storica di tale periodo: i numeri de La Chiacchiera, il giornalino di classe che veniva preparato e ciclostilato con cadenza mensile. Cominciò in seconda come manifesto affisso al muro e solo in quarta si passò al ciclostile, il che permetteva di distribuirne una copia a tutti gli alunni. È grazie alla rilettura dei numeri di quarta e quinta che riesco quindi ad essere preciso su alcuni dei miei ricordi.


prospetto della scuola datato 1930 e conservato nell’Archivio Storico del Comune di Firenze.
L’immagine è stata estratta dalla pubblicazione “Scuole elementari comunali della città di Firenze: edifici, ordinamenti e metodi d’insegnamento (1779-1933)“, di Mónica Vázquez Astorga (A.P. Archivi, Collezioni Storiche e Sdiaf, Comune di Firenze, 2017).

Innanzitutto due parole sulla scuola e sul mio maestro. La scuola elementare Matteotti fu inaugurata nel 1932 e prese il nome dal re, Vittorio Emanuele III. Durante la seconda guerra mondiale fu adibita ad ospedale militare e nel dopoguerra fu intitolata a Giacomo Matteotti. Attualmente fa parte dell’Istituto Comprensivo Poliziano di Firenze ma la scuola d’Infanzia e la Primaria mantengono il nome Matteotti, con il quale è conosciuta in tutta la città. Giorgio Poggi cominciò come supplente in una prima alla Carducci (altra scuola elementare fiorentina) ed arrivò alla Matteotti nel 1958. Fu il mio (il nostro) maestro dalla prima alla quinta e fummo la sua ultima classe, non perché andò in pensione ma perché passò dall’insegnamento ad una attività più pratica: preparare e costruire esperimenti e strumenti che sarebbero stati utilizzati in tutte le classi della Matteotti. A dimostrazione di questa sua attitudine ritrovo la frase seguente da un articolo collettivo intitolato Il maestro e pubblicato sull’ultimo numero de La Chiacchiera: <<Anche se come lavoro fa il maestro, sembra un falegname: la nostra classe è piena di mobilini e mobiletti. In terza fece anche un trespolo con tutte le misure di lunghezza, di capacità e di peso!!>>

Questo spiega perché i miei ricordi siano focalizzati su alcuni oggetti.

Carta geografica dell’Italia (Museo della Scuola Matteotti)

La carta geografica. Mentre la maggior parte dei bambini potevano usare solo delle carte mute, noi in classe avevamo (ad esempio) la carta geografica dell’Italia riportata in figura. I nomi delle città e dei fiumi erano elencati nelle colonne di destra, ciascuno accompagnato da una piccola luce che si accendeva quando uno spinotto veniva inserito nell’apposito foro corrispondente alla città o alla foce del fiume.

La stazione meteo. Dalla terza avevamo una piccola stazione meteo comprendente termometro, barometro e igrometro, dalla quarta arricchita da un barografo e da un pluviometro. Ogni giorno alle 12, a turno, un alunno segnava i dati della stazione meteorologica e a fine mese venivano fatti i riassunti e le medie. È molto difficile che ci si possa ricordare con precisione quando abbiamo imparato il significato di una parola, ma la stazione meteo mi permette di sapere quando il maestro ci spiegò la parola “simmetrico”: un giorno domandò quale temperatura avrebbe dovuto esserci affinchè il grafico fosse, appunto, simmetrico.

Giradischi (Museo della Scuola Matteotti)

Il giradischi. Appare in quinta e potrebbe essere quello riportato in figura. Quando dobbiamo fare dei compiti in classe il maestro mette dei dischi di musica classica.

Il presepe meccanico. In quarta il maestro progetta un presepe meccanico, un marchingegno con tre rulli che fanno girare altrettanti nastri sui quali si muovono i personaggi del presepe fatti in cartoncino. Ciascun rullo si muoveva con la sua manovella.

Il giornalino di classe conteneva contributi di vario tipo: articoli (temi), interviste, il diario quotidiano e financo la pagina di giochi (cruciverba, rebus…). Gli articoli talvolta parlavano di cosa succedeva nel mondo e quindi rileggendoli ci si ricorda delle domeniche di austerità, del passaggio di una cometa, dell’eruzione dell’Etna, del referendum sul divorzio, della nascita dei decreti delegati. In figura c’è la prima pagina dell’ultimo numero, un numero speciale con la foto di classe di quinta e con un discorso di saluto del maestro.

Il maestro Giorgio Poggi è deceduto nel 2017, all’età di novant’anni.

Prima pagina dell’ultimo numero del giornalino scolastico “La Chiacchiera” (Scuola Matteotti)

Gli autori de La Chiacchiera (come da firma sotto gli articoli) sono stati tutti gli alunni di IV e V: Catia, Claudia, Daniela B, Daniela M, Danilo, Elisabetta, Enrico, Fabio, Fabrizio, Francesca, Franco, Giovanni, Iacopo, Lucia, Marco, Massimo A, Massimo F, Massimo S, Nada, Paolo I, Paolo P, Pier Nicola, Simona M, Simona V, Simone.