L’uso della tecnologia outdoor può migliorare l’apprendimento, favorendo le capacità psicomotorie e cognitive, ma anche sviluppare motivazione nei bambini, stimolando curiosità, offrendo nuovi modi di fare ricerca, di comprendere e conoscere il mondo, permettendo di approfondire diversi aspetti dell’ambiente, aiutando a ragionare e fare correlazioni.
Le nuove ricerche in ambito digitale stanno portando al perfezionamento di intelligenze artificiali, sempre più in grado di fare collegamenti, che permettono a chiunque di riconoscere in modo semplice e veloce diversi elementi naturali, paesaggi, piante, animali.

Uno strumento estremamente utile ma spesso sconosciuto è Google Lens (per Android e iOS), che si trova già nella barra di ricerca Google dei nostri dispositivi (lo si riconosce dal simbolo di una fotocamera) ed offre molte opportunità anche durante un’uscita outdoor. Scattando una fotografia esso è in grado di fare una ricerca Google basandosi su una complessa intelligenza artificiale, che riesce a riconoscere ciò che si è fotografato: può essere utilizzato per riconoscere il paesaggio, luoghi di interesse, in alcuni casi anche fiumi o colline specifiche, se nell’inquadratura sono presenti dettagli sufficienti. Può essere utile anche per riconoscere animali e piante, perché crea collegamenti con altre immagini che ritraggano soggetti simili.
Pl@ntNet (per Android e iOS) è un’applicazione gratuita che permette di riconoscere praticamente ogni tipo di pianta, dagli alberi alle erbe. Scattando una foto basterà indicare all’app se si tratta di una foglia, un fiore, un frutto, di corteccia o della pianta intera ed essa sarà in grado di analizzare l’immagine mettendola a confronto con il suo ampio database, riuscendo così a fornirne informazioni sulla tipologia, indicando la percentuale di probabilità che l’identificazione sia corretta.

(Fonte:https://birdnet.cornell.edu/)
Per riconoscere invece gli uccelli è possibili utilizzare BirdNet (per Android e iOS), una app gratuita che utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere le specie di uccelli a partire dal loro suono. Per farlo basta registrare con il proprio dispositivo una breve parte del richiamo che si vuole identificare, cercando il più possibile di evitare rumori esterni e interferenze, e in pochi secondi l’app sarà in grado di suggerire da quale specie potrebbe provenire, dando una percentuale di affidabilità della risposta.
Anche Picture Bird – Bird Identifier (per Android e iOS) permette di riconoscere diverse specie di uccelli, ma in questo caso a partire dalla foto dell’animale che si vuole riconoscere. Oltre a suggerire a quale specie potrebbe appartenere, l’app fornisce una breve descrizione dell’animale, riporta le caratteristiche generali e l’area di distribuzione. È presente inoltre una registrazione audio del verso di ogni specie. L’app è gratuita ma dispone di una versione a pagamento che offre informazioni aggiuntive e la possibilità di mettersi in contatto con una comunità di appassionati.
Dagli stessi creatori di “Picture Bird” esiste anche Picture Insect – Bug Identifier (per Android e iOS) che come indica il nome serve per riconoscere le specie di insetti. Anch’essa per la ricerca si basa sulle foto, e oltre a identificare la specie fornisce indicazioni sugli effetti che ognuna può avere sull’uomo, ad esempio se è velenosa, o sulle piante e gli animali, riportando inoltre una mappa della popolazione per scoprirne la diffusione, e tante altre informazioni interessanti. Anche in questo caso l’app è gratuità ma c’è la possibilità di abbonarsi per avere informazioni aggiuntive.

Se si cerca una sola app che sia in grado di riconoscere piante, animali e funghi esiste inoltre Seek di iNaturalist (per Android e iOS), anch’essa gratuita, si basa sulle fotografie, tramite cui ricerca e identifica le diverse specie nel suo database. Avendo così tante variabili tra cui cercare è un po’ meno precisa delle app nominate precedentemente, ma può essere comunque utile con specie molto semplici che si riesce a inquadrare bene. Per una maggiore accuratezza richiede l’utilizzo del GPS, identificando la specie basandosi anche sulla località in cui ci si trova. L’app fa parte di iNaturalist, un social network di appassionati basato sul concetto di mappatura e condivisione delle osservazioni della biodiversità in tutto il mondo, in cui si può decidere di condividere le ricerche fatte con Seek per confrontarsi con altri ricercatori.


