Come noi, anche La Terra respira. Attiviamo i sensi per rispecchiarci in essa e scoprire che quello è dentro è anche fuori.

I contorni di un maestoso albero si delineano sullo sfondo bianco della copertina di La Terra respira, sfumando delicatamente dalla base del tronco verso il piccolo mondo sferico che lo sorregge. Nessun’altra pianta. Un cavallo al galoppo si allontana con in sella due figure, introducendo i fratelli protagonisti. Nell’angolo inferiore destro appare la punta di una matita dallo stile grafico completamente differente. Nell’insieme il primo impatto è un’immagine intensa, in grado di evocare libertà e profondità, accompagnando l’occhio del lettore in un movimento circolare, per poi perdersi in una chiazza di colore tra il verde e il marrone.
La natura poetica di quest’opera traspare fin dalle prime pagine, grazie alla delicatezza delle illustrazioni che accompagnano la narrazione testuale.
Nel frontespizio, una nuvola di terra si contrappone ad una nuvola di cielo. Nella pagina seguente, una dedica personale dell’autrice richiama l’appartenenza umana agli elementi della natura. Una forma sferica rosa intenso, sfumata, incuriosisce e introduce la storia.
I due piccoli fratelli scesi da cavallo si chinano a terra e, appoggiando l’orecchio al suolo, sentono per la prima volta il battito del cuore del pianeta. Da quel momento realizzano che anche la Terra respira. Proprio come loro! Tornando a casa, si rendono conto che guardare la Terra dalla finestra non li soddisfa abbastanza: decidono allora di andare a conoscerla. Partono dunque per un’esplorazione, forse ora con occhi nuovi.
Scrutano il paesaggio e gli elementi che lo compongono, cercando connessioni tra ciò che incontrano e se stessi. La vegetazione come capelli e le colline come le guance, tante quante sono le facce della terra. I fiumi le sue vene, le montagne gomiti e ginocchia.
A metà libro, un albero simile a quello della copertina proietta la sua ombra allungata, occupando uno spazio che pare infinito, diffondendosi oltre la pagina e alterando la sua forma.
«Abbiamo continuato il cammino.
Quando eravamo stanchi,
ci fermavamo a dormire all’ombra,
che è un gioco tra la Terra e il sole.» (Cit.)
I protagonisti osservano anche particolari che non comprendono, come nuvole dal grigio al rosa che si alzano da costruzioni umane. Chiedendosi se anche la Terra fuma.

Trovandosi poi davanti al blu dell’oceano, si tuffano per scoprire pesci e vegetazione. Così immersi nella bellezza del mondo marino da percepirne le loro vibrazioni, cullati dalle onde. Rimangono in ascolto di un battito che pare di un grande cuore e, al contrario della prima volta, ora i fratelli non si sorprendono più.
«Se la Terra è così grande,
è naturale che abbia tanti cuori.
L’importante è seguirli.» (Cit.)


