Spesso si pensa all’educazione outdoor come un modo per portare i bambini nella natura e farli distaccare dalle tecnologie digitali a cui sono tanto abituati. Eppure non per forza outdoor e tecnologia sono da vedere come elementi in contrapposizione, ma anzi potrebbero supportarsi e potenziarsi l’un l’altro: se si educa all’utilizzo critico e funzionale degli strumenti digitali non solo questi non creeranno dipendenza, ma potranno aiutare ad integrare linguaggi differenti e stimolare la partecipazione. Ciò può avvenire ancora più facilmente in un contesto outdoor, che richiede un’attivazione di tipo sensomotorio, e perciò permette di utilizzare la tecnologia in modo proattivo, come vero e proprio strumento e non come fine, per leggere meglio il mondo, sollecitando la congiunzione tra prassi e teoria.

Un modo per utilizzare le tecnologie outdoor è tramite app che permettano di prendere appunti, mettendo al centro l’ambiente. Tenere traccia di ciò che si è incontrato all’esterno può essere utile per poterlo poi riguardare una volta tornati in aula, collegando così i momenti di esplorazione a quelli di riflessione, che a loro volta possono far emergere l’interesse per nuovi elementi da esplorare, in un circolo virtuoso fra il dentro e il fuori. In tal modo viene inoltre sollecitata la capacità dei bambini di esprimersi, incoraggiando il dialogo.

Una app molto utile per fare ciò è Google Keep (per Android e iOS), facente parte dei servizi gratuiti di Google, uno strumento per prendere annotazioni, non soltanto scrivendo ma anche scattando fotografie, facendo disegni digitali e registrando audio (purtroppo però riconosce soltanto audio con parole, non i suoni della natura). Le diverse modalità offerte per prendere appunti permettono di lasciare libero ogni bambino di utilizzare il linguaggio che gli è più affine. Gli appunti si possono organizzare all’interno di uno stesso foglio e ciò che si annota rimane nell’account Google, ed è quindi utilizzabile da più bambini su dispositivi diversi contemporaneamente.
Uno strumento digitale estremamente utile per l’outdoor è il GPS, che a sua volta permette di creare esperienze di realtà aumentata basandosi sul luogo in cui ci si trova, creando un “terzo spazio” a metà tra il reale e il virtuale. Tali funzionalità specifiche per ogni luogo permettono di localizzare le informazioni in posti specifici.

L’applicazione gratuita Geocaching (per Android e iOS), utilizzata in tutto il mondo, permette di esplorare il territorio in modo entusiasmante: un’evoluzione tecnologica della caccia al tesoro che coniuga l’avventura della ricerca con il piacere della scoperta dei luoghi. Il gioco parte online, dove si reperiscono informazioni e coordinate geografiche del punto da raggiungere, e continua outdoor, dove si vanno a scoprire la geocache, dei piccoli contenitori contenenti delle pergamene che raccolgono le tracce delle persone che sono riuscite a trovarle. Questi tesori sono nascosti dagli utenti stessi, ma la piattaforma per approvarli verifica che siano posizionati in luoghi suggestivi o di particolare interesse storico, culturale o naturale, con lo scopo di portare a scoprire zone o elementi caratteristici.
Altra app che utilizza il GPS per tenere traccia del percorso compiuto è Polarsteps – Travel Tracker (per Android e iOS). Essa in modo gratuito permette di tracciare il percorso sulla mappa, a cui è possibile aggiungere foto di ciò che si è incontrato lungo la strada, per avere una sorta di diario di viaggio da poter riguardare in classe. Le foto si possono aggiungere sia durante l’esperienza outdoor che successivamente, l’applicazione è infatti in grado di suggerire automaticamente quali foto inserire combinando l’orario dello scatto con la posizione sulla traccia in cui si era in quel momento. L’app funziona in background se si tiene il GPS attivo, anche senza connessione dati.
Molto stimolante per l’esplorazione dell’ambiente è anche l’app gratuita Loquis (per Android e iOs), che raccoglie podcast geolocalizzati, storie, avvenimenti, informazioni specifiche di ogni luogo. La gran parte dei podcast è concentrata nelle città, in luoghi di interesse storico o culturale, ma si trovano alcune storie e descrizioni anche nelle riserve naturali o lungo sentieri naturalistici. I podcast si possono ascoltare durante l’esperienza outdoor, attivando il GPS e cercando quelli più vicini a sé, oppure esplorando la mappa prima di uscire, scoprendo i luoghi di interesse da andare poi successivamente ad esplorare.


