1866 – 1870

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Anni ancora densi di avvenimenti militari e politici che chiudono il processo di unificazione italiana realizzatosi nel XIX secolo, con il Veneto nel 1866, il Lazio e Roma nel 1870.

Per la scuola elementare c’è un primo correttivo ai programmi del 1860 per: semplificare ragionevolmente la materia già data dai vecchi programmi e di coordinarla meglio al fine delle scuole elementari. […] In poche parole, i giovinetti che escono dalla quarta classe elementare devono essere istruiti e savi, e piegati al bene. Si rende più leggero il programma di italiano e aritmetica, si indica di procedere con modo più pratico che teorico.

Poco e pratico lo studio degli alunni destinati a frequentare solo la scuola elementare, mentre per quelli che avrebbero continuato gli studi si trattava dei primi elementi del sapere, in vista degli apprendimenti futuri. Per tutti una solida educazione verso comportamenti virtuosi, volti al bene e sostenuti da una solida morale.
Tutto questo in una scuola che gli esami facevano molto selettiva, che gli attestati di merito riconosciuti a pochi alunni rendevano competitiva all’interno della classe e che i premi, assegnati dalle autorità comunali in cerimonie ufficiali pubbliche, dati a coloro che avevano ottenuto la valutazione d’esame con le medie più alte, facevano discriminante di fronte alla comunità.

Gli attestati di merito, “pagelle” di fatto se non tali nella forma, potevano riguardare l’impegno e i risultati nello studio delle varie materie e la buona condotta, ma anche l’ordine delle proprie cose e la pulizia della persona specie per le alunne. I premi finali erano per lo più libri di letture educative, spesso rilegati con impresso in copertina lo stemma comunale.

Era una scuola meritocratica che usava per tutti gli alunni lo stesso metro di valutazione, senza distinzione alcuna.

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