1871 – 1875

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Dieci anni dopo l’unità, era già evidente che un conto erano le speranze e un altro la realtà scolastica e le critiche non mancavano su ogni aspetto delle elementari: maestri, edifici, attrezzature, burocrazia. Ma la critica maggiore e più significativa, era quella di Pasquale Villari nel saggio su La scuola e la questione sociale.
La tesi di Villari è che la scuola interviene a sviluppare le condizioni intellettuali e in parte morali, ma che il suo lavoro sarebbe inutile, se non causa delle più tremende rivoluzioni sociali, se non vengono migliorate insieme le condizioni di vita della grande maggioranza della popolazione.
La scuola non è un satellite, ma un aspetto della società del suo tempo, che ne rispecchia pregi e difetti, punte di avanguardia e ritardi, eccellenze e miserie.
Se non c’era la pagella c’era comunque il registro annuale in cui la maestra o il maestro annotava, per alunno gli esiti scolastici nelle varie materie. A leggere il registro dell’a.s. 1873-1874 della scuola maschile del maestro Giovanni Fogna in Mogliano Veneto, paese allora agricolo di 5700 anime, zona di ville venete, si possono notare: il numero degli alunni di una scuola che riuniva la II, la III e la IV classe, che forse il maestro gestiva su orari giornalieri non uguali per tutti.
Su 47 scolari ne furono approvati 31 all’esame di metà anno e 30 su 48 all’esame annuale. Il soprintendente municipale firmò la regolarità del registro.
In ogni pagina interna la storia annuale di tre alunni, le materie e i voti ottenuti mese per mese e l’esito degli esami, gli abbandoni, la vaccinazione del vaiuolo, la condotta, i voti in trentesimi, l’esame di religione tenuto a parte per alcuni e annotato tra le osservazioni. Il maestro non annota premi o castighi a nessuno.
Nel panorama nazionale quella di Giovanni Fogna era, sul piano formale, una buona scuola.

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