1931 – 1935

643

Il libro unico di Stato porta nella scuola una lettura della realtà esclusivamente in chiave fascista, una narrativa tutta volta ad esaltare le opere giuste del regime e a nascondere i veri problemi dell’Italia, immersa anche allora in una disastrosa crisi economica nazionale e internazionale.
Persino i problemi di aritmetica erano diventati strumento di indottrinamento:

  • –  Un balilla ha 8 anni, fra quanti anni sarà Avanguardista ?
  • –  Un padre desiderava organizzare una bella gita con la famiglia; ma la spesa era troppo forte: lire 125. Rimandò allora la gita sino a quando potè servirsi di un treno popolare, ottima istituzione del Regime Fascista, che permette a tutti di viaggiare per conoscere e godere le

    bellezze della nostra Patria. Egli spese così soltanto lire 64 in tutto. Quanto risparmiò ?

  • –  Un Fascio di Combattimento spese lire 925 per inviare ad una colonia marina 3 Balilla e 2 Piccole Italiane. Quanto spese per ciascuno ? Avocate tutte le scuole rimaste ai Comuni, vennero cambiati i programmi che si presentavano con questa frase di Mussolini:
    La scuola italiana in tutti i suoi gradi e i suoi insegnamenti si ispiri alle idealità del Fascismo, educhi la gioventù italiana a comprendere il Fascismo, a nobilitarsi nel Fascismo e a vivere nel clima storico creato dalla rivoluzione Fascista.

    Nelle pagelle le “nozioni varie” per le prime tre classi diventarono “nozioni varie e cultura fascista” mentre per la quarta classe e le successive la cultura fascista si aggiunse alla “Storia”

    Più del 70% dei maestri aveva aderito al PNF (Partito Nazionale Fascista), sigla altrimenti letta: Per Necessità Familiari.

31-35F