1941 – 1945

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Le pagelle, nei cinque anni in cui i sogni del fascismo si annientavano nella tragedia, continuarono fino all’ultimo a svolgere un ruolo di propaganda con le loro copertine manifesto: con i labari, le baionette ed i moschetti a rivendicare il “mare nostrum” o con la Vittoria alata seduta con ai piedi le macchine da guerra. Nel ’43 ancora con la Vittoria che avanza a lunghi passi con lo scudo sopra la testa e il gladio in mano per incitare a vincere, come dice il messaggio dell’immagine, con l’aiuto delle tre armate e delle fabbriche ma che a colpo d’occhio sembra quasi in difesa da attacchi aerei. Un foglio solo fronte-retro e non un pieghevole com’era sempre stata la pagella L’anno successivo di scuola, con la pagella del 1943-1944, torna la grafica di stile futurista dei primi anni. Attribuita a Mario Sironi torna anche alle origini dell’Opera Balilla quanto a gestione, dopo esser stata per i sei anni precedenti affidata al P.N.F – Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.). Anche in questa pagella è possibile cogliere un involontario, inconscio, rovesciato messaggio: il fascio littorio è inclinato e sembra più in caduta che in posizione di attacco.

Ma ormai l’Italia è divisa e nello stesso anno appaiono al sud del paese pagelle del tutto autarchiche predisposte direttamente dalle Direzioni didattiche con lo strano ibrido di una votazione in cifre per i trimestri e in parole per gli scrutini finali.

L’ultima delle pagelle fasciste mantiene lo stile militare, forse è anche questa di M. Sironi o comunque pare rifarsi a lui. Doveva essere la pagella dell’a.s. 1944 -1945 della repubblica di Salò ma non venne compilata se non in parte e solo per il primo trimestre, mentre nel resto d’Italia le pagelle, tornavano allo stemma sabaudo che il fascio aveva estromesso, in una veste dismessa, perlopiù grigioverde, con i voti tutti rigorosamente in cifre.

Il Ministero dell’Educazione Nazionale era di nuovo il vecchio Ministero della Pubblica Istruzione.

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