1951-1955

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Il dopoguerra segna l’avvio di quello che sarà poi chiamato il boom del miracolo economico. Per la storia dell’educazione da quegli anni emerge un fatto, allora sottovalutato nella sua portata sociale e nei comportamenti individuali: l’avvio della televisione, l’unica scuola che, in non molti anni, riuscirà in quello che la scuola elementare non aveva del tutto realizzato, insegnare cioè l’italiano agli italiani.

Sono questi anche gli anni in cui comincia la lunga egemonia democristiana sull’istruzione, che porterà, alla fine del quinquennio, a nuovi programmi nella scuola elementare nei quali tornerà ad essere centrale la religione cattolica: L’insegnamento religioso sia considerato il fondamento e coronamento di tutta l’opera educativa. La vita scolastica abbia quotidianamente inizio con la preghiera […]. Fatto che creò, allora, accesi dibattiti sia nella scuola che nella politica.

Furono comunque programmi sufficientemente flessibili da consentire le più diverse modalità di insegnamento, da quelle più tradizionali alle più avanzate sperimentazioni. Rimasero infatti in vigore per trent’anni.

Nelle pagelle non si registrano novità, gli esami sono ancora alla fine della terza e della quinta classe e ancora si impara a scrivere con penna e calamaio. Nei sussidiari dell’epoca la storia, nelle ultime pagine della quinta classe, racconta gli eventi della prima guerra mondiale, per passare direttamente alla nascita della repubblica e alla presentazione della Costituzione.

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