Nel 2006 il rapporto OCSE-Pisa (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – Programme for intenational Student Assessment) denuncia uno scarso livello di istruzione degli studenti italiani ponendoli al di sotto della media OCSE in particolare nel settore matematico-scientifico. Nello stesso anno il nuovo ministro all’istruzione Fioroni abroga la riforma Moratti ed emana le Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. La sperimentazione, partita dall’anno scolastico 2007-2008, prevede la possibilità per le scuole di continuare ad usare il portfolio, ma non ai fini certificativi e ne abolisce la prescrittività. Le Indicazioni per il curricolo non sono state abrogate da leggi successive.
Oltre a ridurre la spesa, altre riforme hanno cambiato in modo sostanziale l’assetto organizzativo della scuola e le modalità didattiche con il ritorno al maestro unico (che più propriamente andrebbe chiamato maestro solo), del tempo scuola con le ventiquattro ore settimanali, salvo piccoli ampliamenti su richiesta delle famiglie e, infine, con l’introduzione della valutazione numerica decimale accompagnata da un giudizio sul livello di maturazione raggiunto dall’alunna/o.
Sia la valutazione periodica che quella finale torna così ad essere espressa in cifre da uno a dieci, anche per il giudizio sul comportamento di un alunno.
Unica eccezione: la valutazione dell’insegnamento religioso rimasto a: ottimo, distinto, buono, sufficiente, non sufficiente.
Gli interventi annullavano così anni di ricerca e sperimentazione sul modo di valutare gli apprendimenti, sulla comunicazione tra scuola e famiglie e sul sistema della valutazione formativa messo in atto negli anni precedenti.
L’applicazione della riforma a firma del ministro Gelmini, si è resa effettiva dall’anno scolastico 2009-2010 ed è attualmente in vigore.


