Alla ricerca di ricordi perduti

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Scuola materna le querce
Esterno della scuola dell’infanzia “Le querce”

Nel lontano settembre dell’anno scolastico 1996/1997 iniziai a frequentare il primo anno della scuola materna alla Querce in via della Piazzola vicino a San Domenico a Firenze. Questa scuola sia all’interno che all’esterno era molto bella, all’esterno aveva un grande giardino con campi da tennis.
In questa scuola ho fatto solamente i primi due anni. Purtroppo posso dire che molti miei ricordi di questo periodo sono perduti, in quanto non ho passato momenti felici con le mie maestre.
La mia maestra era una suora, di lei non porto ricordi positivi, era molto rigida, aveva preferenze per bambini che fossero pronti per stare con lei. Noi bambini bisognava nei disegni colorare all’interno dei margini delle figure e lei trattava tutti gli altri come “anormali”: i bambini che non avevano maturità di sviluppo o che avevano difficoltà al livello fisico venivano emarginati.

L’autrice nel grande salone d’ingresso della scuola

Dell’ambiente ricordo che era un luogo molto bello, la scuola era nata di recente, in passato era un ex collegio, si entrava da un grande ingresso col pavimento di parquet in legno. All’interno di questo salone c’era una grande costruzione di un castello con due torri che formavano una quinta teatrale, dentro ad esso si giocava a nascondino, ci si poteva rincorrere.
In questo ingresso si facevano le feste di Carnevale. Mi ricordo che un anno mi travestii da Cappuccetto Rosso. Questi momenti erano per me allegri e mi ricordo che veniva messa la musica e venivano organizzati giochi liberi e si stava tutto il giorno mascherati.
Un altro ricordo degli anni che ho passato in questa scuola è che mi facevano imparare sia le filastrocche che le poesie a memoria. Esse erano un momento creativo ma anche di successo che mi faceva sentire veramente accettata e amata per quello che ero. Per me sarebbe stato importante ad esempio fare un disegno da regalare alla mia maestra e di essere riconosciuta per la bambina che ero con il mio carattere, le mie qualità. Invece quel luogo richiedeva un tipo di bambino che rispondesse alle richieste della maestra. Spesso lei strappava i disegni che riteneva non corretti. Da queste situazioni io e i miei compagni abbiamo derivato una grande frustrazione che mi sono portata dietro per anni, rifiutandomi di disegnare e strappando i disegni belli o brutti che fossero.

L’entrata dell’Istituto Serve di Maria in via Faentina

All’inizio dell’anno scolastico 1998/1999 frequentavo l’ultimo anno della scuola materna ed una sera, arrivata a casa, dissi a mia madre che volevo cambiare scuola. Non ricordo cosa successe, ma ad ottobre del 1998 cambiai scuola e conclusi il mio ultimo anno alla scuola Serve di Maria in via Faentina. Di questa scuola non mi ricordo molto delle maestre, ma mi ricordo della nostra grande stanza di sezione con tavoli rotondi. Qui ho ritrovato molti compagni della scuola vecchia e grazie a ciò mi sentivo a mio agio, mi ricordo che ogni giorno appena entrata nella stanza di sezione veniva detta la preghiera insieme a tutti i compagni, per iniziare la giornata.
Un altro ricordo che ho di questa scuola è il festeggiamento dei compleanni: si portavano le torte e cantavamo gli auguri. Per me ciò era molto importante perché in quel giorno venivo festeggiata ed era un giorno importante.
Di questa scuola ricordo anche che la nostra stanza di sezione si affacciava su un grande giardino con un’area-giochi con un grande scivolo: in questo spazio si poteva correre liberamente.
In definitiva, credo che a scuola sia importante anche il rapporto che ci deve essere con le maestre, che deve portare ad un clima di amore, rispetto ed empatia ovvero al processo di conoscenza di me e dell’altro.
Mi dispiace che non avendo vissuto momenti felici, molti dei miei ricordi sono andati perduti. Avrei voluto vivere gli anni della mia scuola in armonia e con serenità, essendo riconosciuta per la bambina che ero, purtroppo invece ho cercato di dimenticare gli anni che ho vissuto alla scuola dell’infanzia.