Il contatto con l’ambiente ed il paesaggio, compreso quello con gli agenti atmosferici, sono un’esperienza preziosa per lo sviluppo di ogni essere umano. Il tempo passato in natura permette alla pelle, al corpo ed a tutto il nostro organismo di entrare in relazione con la vita in tutte le sue forme.
Gli educatori che accompagnano i bambini in passeggiata vegliano sull’esperienza ludica, valorizzando il materiale non strutturato trovato durante la passeggiata, ed offrendo alcuni materiali semistrutturati come le corde, il kit di falegnameria ed i fili. Gli educatori e le educatrici accompagnano i bambini e le bambine alla scoperta di fiori, insetti, alberi, piante e minerali entrandoci in rispettoso contatto.
Ogni bambino entra in contatto anche con il proprio corpo, prendendo consapevolezza dei propri bisogni ed imparando a trovare le strategie per raggiungere il proprio benessere. La conoscenza di sé incentiva la percezione dei bisogni altrui ed allarga lo sguardo a tutto ciò che ci circonda.

Le passeggiate a piedi in natura cercano di innescare una trasformazione interiore in ogni partecipante. Da sconosciuti ed estranei, gli spazi all’aperto diventano conosciuti, familiari, sicuri. La percezione di sicurezza è dovuta infatti anche alla conoscenza del luogo e dei suoi pericoli. La collina, che in un primo momento è un luogo qualunque, diventa il Luogo, con la “L” maiuscola come lo scriveva Naess (2021). Tessere con regolarità e piacere una relazione con un Luogo crea un senso di appartenenza che rinvigorisce la relazione del sé con l’ambiente. Effettuando passeggiate in tutte le stagioni, i luoghi sono conosciuti attraverso i loro mutevoli aspetti ed in tutte le loro cangianti sfaccettature. L’esplorazione del territorio avviene in modo graduale. Le prime destinazioni sono a distanza di 200 mt dal giardino, per un itinerario di 400 mt ed un dislivello di 17 mt. Poi, poco a poco, metro per metro, cominciamo a conoscere la zona, allontanandoci gradualmente. Un itinerario completo raggiunge la lunghezza massima di 2600 mt per un dislivello massimo di 120mt.
In questa epoca storica non sono molti i bambini occidentali che possono orientarsi con sicurezza in un ambiente naturale ed essere in grado di condurre per i campi un adulto, in luoghi che distano più di un km dall’edificio di riferimento. Le letture di Arne Naess possono aiutarci a comprendere l’importanza di avere un luogo-casa, un luogo-persona.

La relazione intima con il territorio avviene attraverso un approccio ludico e spontaneo che gli educatori accolgono ed incentivano. Il territorio entra in contatto con i bambini e le bambine attraverso la geografia, la botanica, gli animali, i minerali. Secondo Naess (2021), la genesi di un luogo-persona avviene attraverso il carattere biografico che lega la persona al luogo. È possibile affezionarsi ad un luogo anche se non vi si è nati, e non vi si è vissuto stabilmente. È possibile, ed è auspicabile, per le nuove generazioni affezionarsi ai luoghi naturali. Siamo persuasi che instaurare fin dalla prima infanzia una relazione intima e piacevole con una fetta di terra possa davvero aiutare la formazione di un’identità, di una coscienza e di una cittadinanza terreste (Morin,1999). Ci auspichiamo di piantare il seme di un sentimento di reciproca appartenenza che ci leghi alla nostra Terra–Patria (Morin, 1999), per imparare a vivere il mondo con una coscienza ecologica, che ci consenta di vivere nella biosfera, attribuendo alla ricchezza e alla diversità delle forme di vita un valore intrinseco (Naess, 2021).
Bibliografia
Morin E., (1999), I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, Milano.
Naess A., (2021), Siamo l’aria che respiriamo, Piano B, Prato.
Zavalloni G., (2012), La pedagogia della lumaca, Emi, Cesena.


