Temple Grandin – una donna straordinaria

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Titolo: Temple Grandin – una donna straordinaria

Regia: Mick Jackson, Stati Uniti, 2010

Sceneggiatori: Christopher Monger e Merritt Johnson

Tipologia: film per la televisione

Genere: biografico

Durata: 103 minuti

A chi è destinato: film per tutti

A Temple è stato diagnosticato l’autismo all’età di 4 anni e fino a quel momento non aveva detto una parola. Un medico prevede che probabilmente non parlerà mai. Sua madre Eustacia, una laureata, lavora duramente per portare Temple nelle scuole normali. La figlia comincerà a parlare ed Eustacia è soddisfatta della sua missione di far sì che le persone la trattino come diversa, ma non come inferiore. 

Nell’estate del 1966 Temple giunge al ranch di sua zia Ann vicino a Tucson. Durante questa visita si verificano diversi cambiamenti nella vita di questa ragazza autistica. È attratta dagli animali, specialmente dalle mucche e dai cavalli e scopre di avere un’insolita capacità di entrare in empatia con loro e di sentire l’ansia o il dolore che provano. Si costruisce una “macchina degli abbracci”, simile alle gabbie usate per calmare il bestiame prima del macello, che si rivela un ottimo riduttore di stress quando è nervosa o è stata criticata dai coetanei per essere così strana. Le viene tolta ritenendo che si trattasse di un dispositivo ad uso sessuale, ma Temple riesce a riaverla dimostrando che serviva solo a calmarla. 

Al liceo Temple incontra il dottor Carlock che diventa il suo mentore e la sfida a prendere sul serio il suo acume mentale e la sua creatività piuttosto che passare tutto il suo tempo a reagire agli altri o a controllare i suoi impulsi. Le consiglia anche di sfruttare al massimo i suoi ostacoli trasformandoli in porte per nuove possibilità. 

Temple va al Franklin Pierce College e poi si specializza all’Arizona State University. Dopo aver osservato come vengono trattati i bovini nei recinti per il bestiame, usa le sue capacità per individuare come migliorare il benessere degli animali negli allevamenti. Nell’ultima scena la si vede in veste di relatrice a un convegno sull’autismo, dove rivela il suo vissuto e il grande aiuto ricevuto da sua madre, a quel punto i presenti le chiedono di raccontare la sua storia.

La potenzialità formativa di questo film è nel saperci immergere nella storia vera della scienziata Temple Grandin e nel darci la possibilità di cambiare il nostro punto di vista sull’autismo.

Il film ci racconta la perseveranza e la determinazione di una giovane donna nell’affrontare le difficili sfide causate dall’autismo in un momento in cui tale sindrome era ancora abbastanza sconosciuta. In particolare mette in rilievo le difficoltà del periodo scolastico, durante il quale Temple troverà molta incomprensione fra compagni e professori, ma anche persone che cercheranno di aiutarla. 

Dopo esser riuscita, malgrado tutto, a laurearsi in psicologia e a divenire professoressa alla Colorado State University, Temple decide di raccontare al mondo la sua incredibile e commovente storia, in modo da poter contribuire ad aiutare altre persone e bambini affetti da questa sindrome. Importante la sua invenzione della “macchina degli abbracci” che compare nel film, tuttora utilizzata per alleviare le forti ansie che possono provare i bambini autistici. 

Le sue intuizioni e i suoi studi sul “linguaggio“ delle mucche, frutto della sua grande sensibilità verso gli animali e del suo modo particolare di vedere, sono utilizzati oggi nei grandi allevamenti per ridurre il fattore stress degli animali. 

Temple Grandin è un esempio di donna coraggiosa che ci ha saputo regalare un grande messaggio d’amore.