Regia: Peter Weir, USA , 1989
Genere: drammatico
Durata:129 min
Sceneggiatura:Tom Schulman
Il film esce negli Stati Uniti il 2 giugno del 1989 con il titolo di Dead Poets Society, La società dei poeti estinti, in Italia nel settembre dello stesso anno con un titolo appropriato rispetto alla tematica affrontata: L’attimo fuggente,. E’un film che parla dell’educazione, del farsi uomini, della curiosità che deve essere alla base dell’apprendimento, dell’imparare a pensare con la propria testa. Le vicende si svolgono nel Vermont, negli Stati Uniti, nell’autunno1959,in un college severo, rigido che adotta metodi trasmissivi nell’insegnamento.
La routine scolastica di un gruppo di adolescenti diciassettenni viene stravolta dall’arrivo di un professore anticonformista, John Keating, un docente di poesia inglese ed ex studente del college. Fin dai primi contatti con il professore il gruppo resta turbato, incredulo per un modo d’insegnare così controcorrente. Nel corso del primo incontro il professore invita gli studenti a strappare le pagine introduttive alla poesia dell’antologia. L’insegnante parla di arte, di bellezza e cita Walt Whitman: “O me o vita, domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v’è di nuovo in tutto questo, o me o vita.” Risposta: “Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo verso?”.
Il professore vuol suscitare nei ragazzi la passione, la curiosità, senza la voglia di scoprire, di conoscere non si può essere se stessi. Li incoraggia a fare presto, a cogliere l’attimo, a vivere pienamente la propria giovinezza che sarà breve e passerà come un lampo. Li stimola a pensare con la propria testa, li porta nel cortile e li fa camminare perché ognuno possa trovare la propria camminata. É una lezione, la sua, contro il conformismo per infondere in ciascuno fiducia nei propri pensieri, camminare con il proprio stile è come trovare la propria voce.
Keating, inoltre, vuol far capire che la realtà va considerata da più punti di vista, perciò sale sulla cattedra e invita gli alunni a guardare il mondo da altre angolazioni.
Il professore affascina così tanto il gruppo di studenti che questi ricreeranno all’interno di una grotta situata nei boschi circostanti il college, in un clima di esaltazione e di trasgressione, la setta dei poeti estinti, un gruppo frequentato da Keating con i suoi coetanei quando era studente, un cenacolo in cui venivano lette poesie di autori celebri e degli stessi membri del gruppo.
La situazione precipita con la decisione da parte di Neil, uno degli studenti più sensibili e ricchi di talento, di coltivare la sua passione per il teatro, nonostante il rifiuto del padre che lo vuole dedito esclusivamente agli studi. Il padre, dopo averlo scoperto a recitare in un dramma di Shakespeare, decide di iscriverlo all’accademia militare. La notizia turba profondamente Neil che, sconvolto, si suicida. La morte di Neil colpisce il professor Keating che s’interroga se è stato lui a provocare l’infelicità del ragazzo.
Dopo una rapida indagine il preside individua nel professore il responsabile della morte del ragazzo e Keating verrà licenziato.
Il finale è struggente, il preside rimette ordine in classe e riparte dalla stessa introduzione che è stata strappata dall’antologia, entra il professore per riprendere le sue cose e accade che gli studenti, uno ad uno, si alzano in piedi sui propri banchi, per salutare il professore con il verso di Whitman:“Oh Captain, My Captain (Oh Capitano, Mio Capitano)”.
Il preside ordina loro di sedersi, ma i ragazzi non ascoltano e infrangono il conformismo, Keating li guarda, commosso. Per riecheggiare uno dei tanti versi che risuonavano in classe, la loro non sarà, mai una vita di quieta disperazione.
Il film ha avuto molto successo di pubblico e di critica, chi scrive, però, si pone dei problemi sulla responsabilità dell’educatore nel mettere in moto aspirazioni e comportamenti senza che gli studenti abbiano poi gli strumenti per fronteggiare le reazioni di un ambiente ostile.


