La riunificazione delle due Germanie, la trasformazione dei paesi dell’ est europeo, la guerra dei Balcani, la Prima guerra del Golfo, la nascita dell’Unione Europea, sono avvenimenti che contribuiscono a delineare drastici cambiamenti nell’assetto storico, geografico, culturale del mondo: la scuola è investita sempre più dalla necessità di ripensare il suo modo di fare formazione e educazione, in un mondo così mutato.
Nella scuola ci si interroga sulla oggettività della valutazione, sulla sua sistematicità e scientificità, sugli aspetti di trasparenza e leggibilità del giudizio espresso dall’insegnante. Assumono sempre più rilievo gli elementi affettivo-relazionali che connotano l’interazione educativa alunno-insegnante e le caratteristiche degli alunni, di origine non scolastica. La valutazione viene considerata come uno strumento utile alla promozione del successo formativo.
L’ordinanza ministeriale del 2 agosto 1993, invita gli insegnanti a raccogliere in modo sistematico e continuativo informazioni utili sugli alunni, comunicandole agli interessati e certificandole.
Gli strumenti a disposizione di tale processo, in stretto collegamento tra loro, sono:
- l’Agenda della programmazione e organizzazione didattica
- il Giornale dell’Insegnante
- il Registro di Classe
il Documento di Valutazione caratterizzato dall’utilizzo di giudizi espressi mediante lettere a b, c, d, e, corredati da un giudizio sintetico globale.
La legge quadro del 1992 sulle persone handicappate afferma per la prima volta con rigore la necessità di operare adeguatamente nei confronti della formazione degli alunni disabili, anche mediante modalità appropriate di valutazione.
di Gianluca Perticone


