BAMBINI CHE STUDIANO di Armando Spadini:

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1000 lire M MontessoriNella storia della repubblica italiana una sola donna ha avuto il riconoscimento al proprio ingegno con l’essere effigiata su una moneta ed anche su una banconota. Maria Montessori (1870-1952) appare infatti su una moneta da 200 lire nel 1980 coniata per la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) per la “valorizzazione della donna”, ed appare su una banconota da 1000 lire entrata in circolazione nel 1990, sostituendo per questo valore Marco Polo e Giuseppe Verdi, e rimasta in corso fino all’entrata in vigore dell’euro.
Ma non è di Maria Montessori che qui si tratta. Ricordarla è doveroso per parlare invece di un quadro di Armando Spadini “bambini che studiano”, tanto visto quanto sconosciuto ai più, che appare sul retro della banconota citata.
1000 lire A Spadini bambini che studiano“Armando Spadini (Poggio a Caiano, Firenze 1883Roma 1925). A Firenze dopo una prima formazione come artigiano, frequentò la scuola libera del nudo all’Accademia. In contatto con A. De Carolis, dal 1903 al 1906 collaborò, con xilografie e acqueforti di vaga ispirazione liberty, alle riviste Leonardo e Hermes nel 1910 si stabilì a Roma. Dipinse vedute, ritratti e, dopo il 1920, scene di vita familiare, definiti da tonalità leggere, orchestrate su gamme grigio argentee, azzurre e violette, e da dinamici effetti di luce. Temperamento schivo, espose raramente, ma nel 1924 la Biennale di Venezia gli dedicò un’ampia retrospettiva. La sua opera, assai vasta, è conservata nelle gallerie d’arte moderna di Roma, Milano, Firenze e Torino. (così in: Enciclopedia Treccani).

Una bella presentazione di quest’autore la fece Cipriano Efisio Oppo in Dedalo – Rassegna d’arte diretta da U. Ojetti nel 1920, da cui riportiamo un brano:
S’è voluto rimproverare alla pittura impressionista di Spadini, la molta incertezza di contorni e il disordine tecnico. (Il quale disordine faceva si che la materia, in alcuni punti assai grossa di sovrapposizioni grumose, in altri punti appena di velo come d’acquarello, in altri trita e grattugiata, fosse mosaico di maniere diverse). Ma nessuno ha pensato quanta parte di queste colpe si dovesse attribuire all’acuta miopia dell’artista, e quant’ altra soprattutto all’impressionismo e alle sue presunzioni luministiche e veristiche. S’è anche voluto dire che questa pittura di Spadini somigliasse troppo a quella di Renoir. A me sembra che nulla a conti fatti, sia stato più sbagliato della suddetta attribuzione di parentela, nulla di più superficiale. Spadini, pur essendosi imbrancato, con quei chiari rosa e cilestri sfavillanti, nell’atmosfera violastra dell’impressionismo, è sempre rimasto nelle grandi linee, in una sodezza formale, (se anche annebbiata) che risente del suo amore e dei suoi studi, ne’ riguardi dei grandi italiani del rinascimento.
Armando-Spadini-Firenze-1883-Roma-1925-Bambini-che-studiano-1918-olio-su-tela-87x101-cm-Roma-Banca-dItalia2… nei “Bambini che scrivono” il colore diventa grigio perlaceo e assai raffinato nel rosa delle carnagioni e contenuto in forme precise ed accurate di pura tradizione toscana. …L’impressionismo spadiniano pare sia finito. Spadini ha ora idee semplici e chiare.  Torna spesso a passeggiare nei musei e ai modernisti chiude la porta dello studio sul naso. A meno che, lettore, non sia Sabato sera o Domenica quando conversa co’ letterati che non capiscono niente di pittura, davanti la pergola del giardinetto rustico dov’è la piccola casa bianca che abita.
Per chi volesse approfondire v.
www.pilloledarte.net/Dedalo/Spadini_37.aspx

ed anche

The Family- Armando Spadini by f.fiorellino – YouTube

Sui ruoli dei due bambini si possono dare due diverse interpretazioni: Il bambino sta facendo i compiti sotto il controllo di una sorella più grande, oppure: il bambino sta facendo i compiti e la sorella “più piccola” cerca di imparare dal fratello.